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Tecnica e tattica
LE CARATTERISTICHE DEL PRESSING SISTEMATICITA' E ORGANIZZAZIONE

di Marco Proto  

Tratto dal sito calciatori.com

Il pressing è la logica conseguenza della fase difensiva che ha per scopo l'immediata riconquista della palla e la transizione in minor tempo possibile nella fase offensiva (ripartenza). Il pressing quindi consiste nella chiusura degli spazi circostanti il portatore di palla avversario, creando così le seguenti situazioni favorevoli:

- errore del portatore di palla
- isolamento dal gioco del portatore di palla
- passaggio arretrato da parte del portatore di palla
- passaggio alto (e quindi meno controllabile e veloce) da parte del portatore di palla
- condizione psicologica negativa da parte della squadra avversaria
- se la pressione avviene nella zona centrale l'avversario è costretto generalmente a giocare la palla sulle fasce, dove gli spazi vengono ulteriormente ristretti (raggio d'azione sulla fascia: 180°)
- se la pressione è "ultra-offensiva" l'avversario è costretto a giocare la palla sul portiere; situazione questa che provoca gli effetti tecnico-tattici favorevoli alla propria squadra ed effetti psicologici sfavorevoli alla squadra avversaria
L'efficacia del pressing dipende però da due caratteristiche fondamentali:
1. SISTEMATICITA'
La pressione sul portatore di palla deve essere un denominatore comune dell' intera squadra, la quale deve pensare in maniera comune in ogni momento della fase di possesso avversario. Soltanto così la squadra risulta essere "mentalmente" e concretamente corta. Il pressing, più o meno aggressivo e alto, deve scattare sempre e dovunque. Si svilupperà così l'aspetto attivo del gioco e si modellerà una vera mentalità vincente.
2. ORGANIZZAZIONE
Il presupposto fondamentale per una sistematicità effettiva del pressing è quindi l'organizzazione. Per ogni zona del campo, i giocatori devono sapere chiaramente le zone da attaccare e da presidiare. E' totalmente inutile e dannoso (anche per dispendio energetico) affidarsi a pressing sporadici e isolati di un uomo o pochi uomini in una determinata zona del campo, con la squadra "sganciata" mentalmente e tatticamente.
Queste due componenti principali devono essere allenate settimanalmente con apposite esercitazioni e sedute.
LATO FORTE e LATO DEBOLE
Il concetto di lato forte e lato debole codifica il principio che il pressing deve raggiungere l'obiettivo della superiorità numerica nelle zone più vicine alla palla. Questo rusultato tattico, come già detto, si ottiene mediante un movimento compatto ed omogeneo dell'intera squadra. Il sistema di gioco deve essere "eliocentrico", ed il sole è la palla.



Nel lato forte: i giocatori vanno in pressione in aggressiva, chiudono gli spazi il più possibile, attuano raddoppi o triplicazioni di marcatura
Nel lato debole: i giocatori scalano negli spazi vuoti prima occupati, chiudono gli spazi ma in funzione del prevedibile sviluppo dell'azione, si posizionano dunque nel modo migliore per partecipare attivamente ad un eventuale ripartenza
LE TRE FASCE DEL PRESSING
Il pressing viene generalmente distinto in 3 tipologie: p. difensivo, p. offensivo o normale, p. ultra-offensivo o offensivo. Prima di entrare nel dettaglio di ognuno dei tre, ne do una traslazione grafica sul campo:



Linea rossa : PRESSING OFFENSIVO
Linea tratteggiata: PRESSING NORMALE
Linea verde : PRESSING DIFENSIVO

Il pressing offensivo comporta i seguenti vantaggi:
- l'eventuale ripartenza avviene in prossimità dell'area avversaria
- è generalmente di buona riuscita poiché non sempre i valori tecnici dei difensori sono altissimi
- fa acquisire la massima mentalità aggressiva alla propria squadra
- impedisce alla squadra avversaria di giocare a centrocampo, fonte primaria del gioco offensivo

il pressing offensivo comporta i seguenti svantaggi:
- molto rischioso e inutile se i difensori avversari sono molto sicuri e abili nel palleggio
- concede molti spazi vuoti all'avversario se attuato con eccessivo margine di errore
- comporta un notevole dispendio energetico e nervoso poiché in caso di esito negativo il recupero è molto lungo
- costringe il proprio portiere a valutare anche pericolose uscite con i piedi

il pressing difensivo comporta i seguenti vantaggi:
- a squadra schierata gli spazi risultano ben chiusi
- concede poca profondità e pochi spazi vuoti alla manovra offensiva avversaria
- minor dispendio energetico poiché non effettuato a tutto campo
- utile quando i centrocampisti avversari sono precisi e dinamici nel gioco offensivo
il pressing difensivo comporta i seguenti svantaggi:
- l'eventuale ripartenza risulta essere troppo lunga, a scapito dei presupposti di rapidità ed essenzialità nei passaggi
- concede tempo e spazio agli avversari per attuare i propri movimenti offensivi
- concede tempo e spazio sufficienti alle giocate dei difensori e centrocampisti avversari
- non conferisce la necessaria mentalità "ottimisticamente orientata" alla propria squadra
ESERCITAZIONI PER IL PRESSING
Nelle varie sedute tattiche è necessario concentrarsi bene sull'aspetto del pressing, poiché e strettamente collegato a situazioni di fuorigioco e intensità di gioco. Propongo di seguito soltanto alcune delle tante esercitazioni possibili per insegnare, sviluppare ed automatizzare l'azione del pressing.

Esercitazione n.1


Si dispongono 3 linee fisse composte ognuna di 2 giocatori. I giocatori C e D hanno il compito di non far verticalizzare il gioco sulla linea opposta (E e F). C e D sviluppano il concetto di temporeggiamento.

Esercitazione n.2


Si dispone un triangolo di 3 giocatori in "possesso-palla" (A, B al vertice, C); Lo scopo di D, F e G è di impedire la verticalizzazione per G. D, E e F allenano il raddoppio di marcatura sulle fasce laterali.

Esercitazione n.3



Si dispone una linea in diagonale di 3 giocatori in possesso-palla. Essi simulano la più comune delle azioni per aggirare il pressing. Scarico della palla all'indietro e verticalizzazione, più o meno improvvisa, sull'altra fascia per un giocatore che si inserisce nello spazio vuoto (nel nostro caso D). F e G hanno il compito di avanzare la linea del pressing per ridurre la portata spazio-temporale della soluzione avversaria, mentre E asseconda la loro pressione impedendo il cambio di gioco da B a D oppure da A a D.

Esercitazione n.4



Si dispongono in una porzione di campo due squadre di 6 (come nelle figura) o 7-8 giocatori, suddivise in due distinte linee di gioco non interscambiabili. Le "prima linea" in fase di non-possesso palla cerca di riconquistare il pallone. Una volta riuscitoci, deve subito ribaltare l'azione difensiva in offensiva con l'intervento esclusivo dei giocatori della "seconda linea". Possibili varianti:
a) durante il ribaltamento dell'azione nessuna delle due linee avversarie è deputata alla riconquista della palla. Quindi ci sarà un turno a ciascuno di possesso e non-possesso;
b) durante il ribaltamento dell'azione soltanto una delle due linee avversarie è deputata alla riconquista della palla;

La prima variante svolge un lavoro di tipo schematico, più votata alla ricerca degli automatismi mentali per la ripartenza veloce che ha per obiettivo il gol. La seconda variante è di tipo invece situazionale, e rappresenta una "partitella" che cura lo specifico obiettivo della ripartenza veloce e dell'inserimento rapido nell'azione di gioco. Come ho sempre pensato, è meglio introdurre inizialmente un lavoro "schematico" senza opposizione per curare meglio i sincronismi spazio-temporali fra i giocatori attivi nello schema proposto.