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Tecnica e tattica
Anteprima: Modulo 4-4-2
E’ praticamente impossibile condensare in un articolo la ricchezza di contenuti, spunti ed esercitazioni di cui il libro si compone. Quattro sono i capitoli dell’opera: il primo tratta minuziosamente le caratteristiche ideali degli interpreti dei vari ruoli, il secondo descrive la fase difensiva ed indica la didattica e le esercitazioni che partendo dalla costruzione del reparto arrivano a formare il blocco squadra, il terzo capitolo è imperniato sulle soluzioni offensive che il modulo consente di sviluppare e definisce per ogni giocatore soluzioni con palla e movimenti senza palla in sostegno od in appoggio. Il quarto capitolo analizza invece le soluzioni tattiche attuabili quando, sul campo, siamo impegnati a dover affrontare un determinato sistema avversario. Proprio da questa parte abbiamo estratto il piccolo brano esposto a seguire.

di Massimo Lucchesi


 

 
   

 


4-4-2 CONTRO 4-3-3

Il 4-3-3 è un modulo che viene solitamente adottato da una squadra che vuole esprimere un gioco spettacolare e offensivo.
Dovremo quindi attenderci una squadra molto attiva e quindi aggressiva, che attacca con un numero molto alto di giocatori e che vanta una gamma molto ampia di soluzioni offensive.
In fase difensiva tale avversario applicherà un pressing ultraoffensivo e la difesa sarà molto mobile in senso verticale al fine di sfruttare la regola del fuorigioco.
Ora vediamo le situazioni numeriche che si vengono a creare in seguito al naturale posizionamento delle due squadre in campo.
In difesa siamo in una situazione di 4 vs 3, in cui, pur essendo in soprannumero, si potrebbero comunque incontrare diversi problemi conseguenti alla molteplicità di soluzioni offensive che il tridente garantisce.
A centrocampo siamo ancora noi a essere in superiorità numerica (4 vs 3) mentre in attacco siamo 2 vs 4.
Dopo aver analizzato le situazioni numeriche reparto per reparto, vediamo ora di analizzare il campo in senso verticale.
Analizzare la contrapposizione dei due moduli per linee verticali è difficile in quanto i due mediani laterali avversari e le due ali ricoprono delle posizioni ibride e non fisse.
Infatti, i due centrocampisti laterali sono una via di mezzo fra centrocampisti centrali e veri e propri esterni di centrocampo.
In fase difensiva essi restano molto stretti creando un 3 vs 2 nei confronti dei nostri centrocampisti interni; in fase offensiva spesso si allargano per collaborare sulle fasce con l’ala e il terzino creando una catena a tre di giocatori laterali che mette in inferiorità numerica (3 vs 2) i nostri esterni su ciascuna corsia.
Le ali invece partono larghe impegnando i nostri terzini, ma poi tagliano al centro per aggredire gli spazi affianco al centravanti. È dunque complicato definire con precisione le posizioni di questi quattro giocatori, in quanto il loro dinamismo può creare situazioni completamente diverse nel corso della stessa partita.
Per il resto occorre dire che al centro della difesa siamo 2 vs 1, mentre al centro dell’attacco ci troviamo in una favorevole situazione di 2 vs 2. La fig. 4.12 evidenzia la contrapposizione delle due squadre in campo.


Ora esaminiamo con precisione come comportarsi nelle due fasi di gioco.


FASE OFFENSIVA

In fase di possesso è importante proporre un gioco offensivo in modo da costringere l’avversario a giocare nella propria metà campo. Infatti una squadra che adotta il 4-3-3 soffre più del dovuto la pressione degli avversari.
Quando costruiamo la manovra dovremo per prima cosa cercare di sfruttare il 4 vs 3 a centrocampo.

E’ da notare che in fase difensiva i tre centrocampisti avversari giocheranno molto stretti e sarebbe quindi un errore incanalare la manovra centralmente. All’opposto dovremo cercare costantemente di girare il gioco sugli esterni di centrocampo i quali godono di spazio conseguentemente alla disposizione delle due squadre. Essi dovranno quindi disporsi molto larghi per mettere in difficoltà il sistema difensivo avversario che soffre molto in queste zone del campo (fig. 4.13).




Una volta che il nostro esterno ha ricevuto palla, l’avversario può comportarsi in due modi per andarlo a chiudere: o fa alzare il terzino o fa allargare il centrocampista interno più vicino.

Nel primo caso dovremo cercare di sfruttare il movimento a scalare degli altri tre difensori avversari nel seguente modo: la punta più vicina effettua un taglio a entrare dall’interno verso l’esterno mentre l’altro attaccante viene incontro per permettere al portatore di palla di effettuare un passaggio verticale di sicuro buon fine.
Servendo la punta che va in profondità si hanno elevate possibilità di mettere tale giocatore nelle condizioni di battere a rete mentre giocando palla sull’attaccante che viene incontro si da il via a un cambio di gioco verso l’altra fascia (fig. 4.14).



Nel caso in cui a chiudere sul nostro esterno vada il centrocampista interno con conseguente scalamento verso la palla degli altri due centrocampisti rivali, occorre subito cambiare gioco dalla parte opposta del campo che di conseguenza si troverà a bassa densità di avversari.
Per effettuare tale cambio di gioco serve la collaborazione di almeno una punta che faccia da muro.

Sono poi molto importanti le sovrapposizioni dei terzini, in quanto gli avversari sulle fasce in fase difensiva possono solo difendere con un giocatore, ossia il terzino.
È quindi necessario cercare di mettere 2 vs 1 tale giocatore attraverso la spinta delle nostre coppie di esterni.

È da evidenziare che i due mediani laterali avversari non sono posizionati in modo tale da poter raddoppiare la marcatura sul nostro esterno.
Un’altra debolezza degli avversari è l’impossibilità da parte loro di far scalare un quinto giocatore sul lato debole della difesa, la quale, a seguito di ciò, è costretta ad effettuare delle diagonali piuttosto lunghe.
Per questo è importante cercare di attaccare il lato cieco della difesa avversaria attraverso cambi di gioco improvvisi indirizzando la sfera verso il lato debole del campo. Il lato cieco della difesa sarà aggredito dall’esterno di centrocampo tramite un taglio di secondo tempo (fig. 4.15).



Anche contro un 4-3-3 bisogna cercare di sfruttare il 2 vs 2 che le nostre due punte possono vantare nei confronti dei difensori centrali avversari.
I terzini possono anche effettuare un movimento di “uno va, uno viene” con i relativi esterni di centrocampo al fine di liberare gli spazi ai lati della difesa, oltre che ad aumentare il tasso di dinamismo della nostra manovra (fig. 4.16).



Riguardo alla tecnica di rifinitura da utilizzare maggiormente, considerando il fatto che la difesa avversaria giocherà molto alta, essa deve essere quella mediante taglio.
Un’altra considerazione da fare sul 4-3-3 è che tale modulo, in fase difensiva, spesso si trasforma in un 4-5-1 in quanto le ali scalano a centrocampo. È ovvio che ciò avviene solo in una squadra altamente organizzata in fase difensiva. Se l’avversario si comporta in tale modo, dovremo cercare di effettuare una manovra ad aggiramento in modo da non farci imbottigliare centralmente. La rifinitura deve di conseguenza essere cercata tramite cross oltre che tramite taglio.

L’ultima cosa da dire sul come affrontare un 4-3-3 è che la ripartenza susseguente alla buona riuscita del pressing, deve essere molto veloce in modo da sfruttare il fatto che solitamente una squadra che attacca con tale modulo sgancia entrambi i laterali difensivi contemporaneamente lasciando soli i due difensori centrali. Questa favorevole parità numerica è da sfruttare attraverso combinazioni in velocità effettuate dalle due punte.
È invece sconveniente cercare di portare un terzo giocatore nella zona centrale del fronte offensivo perché il centromediano avversario, giocando molto basso in fase difensiva, protegge in maniera ottimale i difensori centrali facendo da scudo.
Relativamente al pressing ultraoffensivo che applicherà l’avversario, i difensori centrali devono stare attenti ad aprire il gioco sui terzini in quanto tali giocatori sono messi sotto pressione dalle ali avversarie.
Di conseguenza i centrali difensivi dovranno cercare di sfruttare il 2 contro 1 nei confronti del centravanti avversario, andando poi a giocare palla sugli esterni di centrocampo che, come già visto in precedenza, risultano godere di maggiori spazi (fig. 4.17). Indirizzare la manovra sui centrocampisti laterali è infatti il miglior modo per superare il continuo pressing degli avversari.