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Tecnica e tattica
La copertura.

di Massimo Lucchesi


La copertura è un lavoro tattico molto importante. La copertura può esser portata sull’avversario in possesso di palla o sull’avversario senza palla. La copertura può esser fatta sia da un difensore che deve contemporaneamente marcare il proprio avversario sia dal difensore che non è impegnato in marcatura.
La copertura sul possessore di palla ha un duplice scopo. Il difensore in copertura può infatti sia conquistare un eventuale passaggio in avanti dell’avversario, sia intervenire nel caso in cui l'attaccante superi il difensore in contrasto sulla palla. Il giocatore che fa da copertura “alla palla” deve posizionarsi all’interno del cono che come già visto in precedenza ha come vertice avanzato il giocatore in possesso di palla e come vertici arretrati i pali della porta (FIG.15)



spesso però è sufficiente assumere una posizione tale da poter essere in grado di chiudere sul possessore qualora questi superi l’avversario diretto (FIG.16).



La distanza che separa il difensore in copertura dal possessore di palla varia in relazione alla lontananza che c’è fra l’attaccante e la porta. Come già visto in precedenza per la marcatura a “T”, è opportuno, per il difensore in copertura, poter riuscire a contrastare l’avversario prima che costui entri in “zona pericolosa”, ovvero in quella zona da dove sia possibile far partire un tiro importante verso la rete. In sostanza, più l’attaccante è vicino alla porta e minore deve essere la distanza che lo separa dal calciatore in copertura.
Quando il giocatore oltre a fare copertura deve anche posizionarsi in modo tale da marcare un avversario è fondamentale saper assumere la giusta posizione.



Avendo il difensore un duplice scopo è importante verificare se sia possibile occupare una posizione che permetta al difensore di chiudere sia sul possessore di palla che sull’avversario diretto nell’eventualità che a costui venga passata la palla.
Se fosse impossibile, data la situazione di campo, poter assumere una posizione che permetta di assolvere entrambi le funzioni occorre verificare se un compagno è pronto a darci aiuto nella marcatura.



Spesso infatti un compagno di reparto pur controllando in marcatura il proprio avversario diretto assume una posizione tale da poter chiudere eventualmente anche sull’avversario del giocatore impegnato a far la copertura. Per verificare in linea teorica se esiste tale possibilità occorre definire le linee di chiusura dei vari difensori e verificare che queste si intersechino al di fuori della zona pericolosa (FIG.19).
Se non c’è alcun compagno al quale poter “passare” la marcatura occorre attendere, concentrarsi sulla marcatura e chiudere sulla palla solo quando l’attaccante ha superato il compagno a cui dovevamo garantire la copertura (FIG.19).




Dopo aver analizzato la copertura operata “sulla palla” andiamo ad evidenziare gli aspetti tattici rilevanti nel caso di copertura “all’avversario”.
Innanzitutto occorre togliere qualsiasi dubbio sul significato di copertura “all’avversario”.
Si vuole intendere con tali parole non il marcamento di due giocatori su un avversario senza palla ma il posizionamento intelligente del giocatore impegnato in fase di riconquista che, non avendo un avversario posto in posizione pericolosa da contrastare, va a coprire una certa zona di campo (FIG.20 e 21).


La copertura di una porzione di campo da parte del difensore genera un duplice vantaggio: permette ai compagni di stringere verso la palla riducendo spazi e tempi di gioco a disposizione degli avversari e contemporaneamente con tale occupazione viene sottratta una zona di campo all’attaccante per smarcarsi.
Proprio da questa seconda importante funzione nasce il termine di copertura “sull’avversario” che vuole far intendere la sottrazione di spazi per smarcarsi a disposizione dell’attaccante senza palla.