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Tecnica e tattica
La gestione tattica della gara.                                                                
Come analizzare il rendimento della squadra attraverso una griglia di domande mirate,
Le soluzioni a disposizione del tecnico e l’importanza di disporre di un metodo per comunicare con la squadra.

di Massimo Lucchesi

Tratto dal sito

 

Le soluzioni a disposizione del tecnico e l’importanza di disporre di un metodo per comunicare con la squadra.

Sebbene, nel momento in cui l’arbitro fischia il calcio d’inizio, prestazione e risultato della squadra dipendano prevalentemente da quanto i giocatori sapranno fare sul campo, il compito dell’allenatore non deve considerarsi esaurito al termine della preparazione tattica e strategica della gara.
Il tecnico, proprio in funzione dell’atteggiamento tattico preordinato, deve costantemente monitorare l’efficacia delle proprie scelte e la validità della performance espressa dalla propria squadra durante la gara.
La valutazione oltre che in ambito tecnico-tattico sarà incentrata sull’analisi della prestazione da un punto di vista fisico e psicologico.
Pur non avendo l’ampiezza dei mezzi a disposizione dell’allenatore di basket (cambi illimitati, time out ecc.) il tecnico ha comunque una serie di possibilità a sua disposizione che deve saper utilizzare al meglio per “indirizzare” la partita.
L’allenatore di calcio può “correggere” atteggiamento ed efficacia della prestazione dei suoi ragazzi attraverso le seguenti decisioni:
- suggerimenti individuali da dare ai singoli giocatori;
- cambio di posizione tra due (o più) giocatori all’interno del sistema di gioco;
- cambio degli sviluppi offensivi e/o difensivi preordinati, senza modifica del sistema di gioco;
- cambio del sistema di gioco.

L’allenatore ha a disposizione 3 cambi per riuscire ad intervenire in modo marcato sul mutamento di modulo e/o sugli sviluppi e può sfruttare l’intervallo per aggiornare la squadra sulle modifiche da apportare.
Più difficile è riuscire a comunicare alla squadra le direttive a gara in corso. Soprattutto i calciatori che occupano sul campo il lato opposto a quello dove si trova la panchina sono difficili da raggiungere con messaggi e suggerimenti vocali. Proprio per le oggettive difficoltà che un allenatore incontra nel comunicare alla squadra le proprie decisioni di carattere tattico e fondamentale possedere un metodo.
Una buona tecnica, utilizzata anche da allenatori di grido, consiste nel disporre di un proprio portavoce sul campo o di far arrivare ai singoli giocatori il “messaggio” attraverso piccoli biglietti cartacei.
In particolare è possibile, durante i tempi morti derivanti da un calcio piazzato favorevole o relativi ad un infortunio, richiamare l’attenzione del portavoce (giocatore che non è direttamente implicato nello sviluppo della situazione di palla inattiva) per potergli dare le informazioni tattiche da divulgare.
Una volta “inviato” il messaggio risulta fondamentale avere la certezza che il destinatario l’abbia ricevuto attraverso un segno d’intesa concordato.
Ancora oggi, malgrado i moltissimi interessi che sono correlati al ruolo dell’allenatore, si vedono tecnici che in panchina si sbracciano inutilmente senza che i giocatori riescano a recepire ciò che viene chiesto loro o all’opposto c’è un’altra categoria di allenatori che rimane immobile sulla panchina per 90’ apparentemente incapace ed impotente di fronte alla necessità di comunicare alla squadra nuove importanti direttive.


La valutazione del rendimento: aspetti preliminari.

Nell’ottica di reagire tempestivamente a quanto accade tatticamente sul terreno di gioco il tecnico deve disporre, oltre che di un metodo per comunicare le proprie decisioni alla squadra, di un procedimento di analisi semplice, chiaro ed efficiente.
Sono moltissimi gli aspetti ed i dettagli che possono rendere più o meno efficace il comportamento della squadra sul campo ed è assolutamente indispensabile che l’allenatore sappia operare in modo selettivo focalizzando la propria attenzione prima sui particolari di maggiore rilevanza e poi su tutti gli ulteriori dati secondari.
In linea di massima è possibile affermare che mentre la corretta analisi dei fattori primari è utile per operare le opportune correzioni a gara in corso, una efficace valutazione di tutti i dettagli correlati è estremamente positiva per poter programmare il lavoro tattico che la squadra dovrà sostenere settimanalmente.


La valutazione della fase di non possesso.
Da un punto di vista metodologico l’allenatore, che ha l’obiettivo di ricavare informazioni utili sul rendimento della propria squadra, può trovare giovamento dall’analizzare in modo dissociato la fase difensiva rispetto a quella offensiva.
Se ciò può indubbiamente portare dei benefici in termini di chiarezza e semplicità nel processo valutativo è opportuno ricordare come in realtà la fase offensiva e quella difensiva siano strettamente correlate ed influenti una nei riguardi dell’altra.

Le domande principali che un allenatore deve porsi quando valuta la fase di non possesso della propria squadra sono le seguenti:

1. La squadra riesce con buona frequenza a concludere l’azione in modo da risultare equilibrata una volta chiamata a difendersi? (questa prima domanda, che analizza in realtà la fase di possesso, serve al tecnico per capire se l’efficacia della fase difensiva sia negativamente influenzata dalle lacune che la squadra possiede in fase offensiva).

2. L’azione coordinata del blocco composto da attaccanti e centrocampisti riesce a mettere pressione sulla squadra avversaria in fase di impostazione?
- Le punte partecipano al pressing offensivo o ultraoffensivo sapendo scegliere i tempi e la giusta intensità nell’uscita a pressione?
- I centrocampisti sanno/riescono ad accompagnare con efficacia i movimenti degli attaccanti?
- Le punte sanno riciclarsi ed assumere la posizione ottimale una volta superati dalla linea della palla?

3. L’azione del reparto di centrocampo è efficace?
- I componenti del reparto di centrocampo riescono a giocare senza sofferenza a riguardi dell’avversario diretto (analisi dei duelli prevalenti)?
- I centrocampisti riescono a chiudere (scalare) rapidamente sull’avversario di riferimento togliendogli spazio e tempo di giocata?
- I centrocampisti riescono a recuperare rapidamente una volta superati dalla linea della palla?

4. L’azione coordinata del blocco composto da centrocampisti e difensori riesce ad impedire alla squadra avversaria di guadagnare la rifinitura?
- Il blocco riesce a creare superiorità (densità) numerica in zona palla?
- Il blocco riesce a gestire efficacemente le situazioni di parità numerica?
- Il blocco riesce a muoversi in modo coordinato ottimizzando la tempistica dei movimenti coordinati?

5. L’azione del reparto difensivo è efficace?
- Il reparto riesce a leggere efficacemente la situazione della palla (in “volo”: in “possesso” -> coperta/scoperta o aperta/chiusa) ed a compiere gli opportuni movimenti in verticale (elastico) allo scopo di togliere profondità all’azione avversaria?
- Il reparto riesce a leggere efficacemente la situazione della palla e ad attaccare il possessore quando non è più possibile “scappare” (il reparto sa difendere la zona prospiciente l’area di rigore)?
- Il reparto riesce a scalare con la giusta tempistica?
- Il reparto riesce a reggere collettivamente ed individualmente ed a tamponare efficacemente le rifiniture avversarie (tagli, sponde, cross, combinazioni)?

6. Il portiere sa leggere la situazione tattica e riesce a difendere lo spazio oltre che la porta quando è necessario?

7. Quali sono i giocatori all’interno dei vari reparti che non riescono a muoversi tatticamente in modo opportuno ottimizzando tempi e partecipazione alla fase di non possesso (è sufficiente un richiamo od occorre prendere in considerazione un riposizionamento all’interno del campo o la sostituzione con un giocatore a disposizione) ?

8. Quali sono i giocatori che hanno difficoltà nell’uno contro uno non riuscendo ad aggredire o temporeggiare con efficacia a seconda del contesto tattico (è sufficiente un richiamo od occorre prendere in considerazione un riposizionamento all’interno del campo o la sostituzione con un giocatore a disposizione)?

9. La linea del pressing è efficace (o potrebbe essere possibile alzarla o abbassarla ottimizzando il rendimento difensivo)?

10. La squadra riesce a difendersi efficacemente aggredendo alto e lasciando comunque campo alle spalle del reparto difensivo (o potrebbe essere auspicabile cambiare atteggiamento)?

11. La squadra riesce a difendersi efficacemente temporeggiando ed accorciando dietro lasciando l’iniziativa in mano agli avversari (o potrebbe essere auspicabile cambiare atteggiamento)?

12. Le scalate e la contrapposizione al modulo avversario sono efficaci (o è preferibile cambiare sistema di gioco)?



La valutazione della fase di possesso.
L’obiettivo della fase offensiva è naturalmente il goal. In tale ottica l’allenatore deve riuscire a valutare l’operato della propria squadra.


13. La squadra riesce a recuperare palla in modo equilibrato, senza essere costretta ad arretrare eccessivamente e ad avvicinare eccessivamente i reparti? (come già visto in precedenza questa prima domanda, che analizza in realtà la fase difensiva, serve al tecnico per capire se l’efficacia della fase offensiva sia negativamente influenzata da un errato atteggiamento in fase di non possesso).

14. La squadra riesce ad ottimizzare la fase di transizione positiva e le ripartenze?
- La squadra, una volta recuperata la palla riesce immediatamente a leggere il contesto tattico in maniera uniforme per muoversi e sviluppare il contrattacco di ripartenza o l’azione manovrata in modo collettivo?
- La squadra riesce ad accompagnare l’azione con più elementi e ad essere efficace negli attacchi a campo aperto?


15. La squadra riesce ad utilizzare i flussi di gioco opportuni in fase di costruzione?
- Il reparto difensivo riesce a gestire la palla recuperata in modo efficace optando per l’uscita di costruzione idonea rendere inefficace (o limitare) quello che è il tipo di pressing avversario?
- Il blocco composto da difensori e centrocampisti riesce a leggere la situazione ed a gestire efficacemente la palla nell’ottica di sviluppare una fase di impostazione volta all’aggiramento?
- Il blocco composto da centrocampisti ed attaccanti riesce a muoversi collettivamente e con i giusti tempi nel momento in cui i difensori sono costretti a sviluppare la fase di impostazione con il lancio?
- Nello sviluppo della propria manovra offensiva la squadra riesce in fase di impostazione a delineare i flussi di gioco utili a mettere in difficoltà la squadra rivale?
- I giocatori pessimistico orientati riescono ad accompagnare l’azione in modo da tenere i reparti a giusta distanza?

16. La squadra riesce a sviluppare una efficace fase di rifinitura?
- Il reparto di centrocampo riesce a gestire la palla ed a muovere i propri elementi in modo da creare problemi di contrapposizione tattica agli avversari?
- I giocatori del reparto avanzato riescono a sostenere le fasi di impostazione, pre-rifinitura e rifinitura della propria squadra e a muoversi in modo coordinato con i compagni del reparto di centrocampo?
- La squadra riesce ad ottimizzare le tecniche di rifinitura in funzione di quello che è lo scaglionamento avversario?
- I giocatori ottimistico orientati riescono a leggere in modo adeguato la situazione della palla (aperta/chiusa – scoperta/coperta) in modo da scegliere i giusti tempi e direzioni di movimento?
- La manovra offensiva riesce a sollecitare adeguatamente i giocatori in grado di prevalere nel duello individuale?
- Le tecniche di rifinitura utilizzate risultano efficaci e riescono ad esaltare le peculiarità degli attaccanti?

17. Quali sono i giocatori all’interno dei vari reparti che non riescono a muoversi tatticamente in modo opportuno ottimizzando tempi e partecipazione alla fase di possesso (è sufficiente un richiamo od occorre prendere in considerazione un riposizionamento all’interno del campo o la sostituzione con un giocatore a disposizione) ?

18. Quali sono i giocatori che hanno difficoltà nell’uno contro uno non riuscendo ad attaccare l’avversario con e senza palla a seconda del contesto tattico (è sufficiente un richiamo od occorre prendere in considerazione un riposizionamento all’interno del campo o la sostituzione con un giocatore a disposizione)?

19. La linea di condotta della fase offensiva sono efficaci (o potrebbe essere opportuno modificare qualcosa in fase di costruzione/prerifinitura/rifinitura)?

20. Le scalate, gli accorgimenti e la contrapposizione del modulo avversario sono efficaci (è auspicabile cambiare sistema di gioco)?

Quelle proposte sono alcune tra le principali domande che un allenatore può farsi per cercare di valutare il rendimento dei propri giocatori e riguardano esclusivamente il rendimento dei singoli e della squadra in riferimento alle situazioni tattiche di campo.
Una ulteriore ed approfondita analisi andrà effettuata in merito a tutte quelle situazioni derivanti da rimesse in gioco e palla inattiva vista l’altissima percentuale di segnature che scaturisce direttamente o indirettamente da tali circostanze.