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Portieri
Capacità coordinative, approccio e impostazione per le palle alte.
Teoria e didattica per l’insegnamento dell’uscita del portiere su palla alta.

di Claudio Rapaccioli

In questo terzo articolo iniziamo ad esaminare le uscite su palla alta. Per una migliore comprensione dei concetti
esposti, a chi non lo avesse già fatto, si consiglia la lettura di “Come, quando e perché uscire dai pali” apparso sul primo
numero del magazine, dove venivano esposti i concetti generali sulle uscite.
Come già accennato nel calcio moderno l’abilità del portiere sulle palle alte è molto importante. Psicologicamente
l’abbandonare la porta per andare alla conquista, senza margine di errore, di un pallone conteso da compagni ed
avversari, ha un risvolto molto importante, cioè, abbandono il mio obiettivo di difesa primario, la porta, e cerco di
anticipare gli attacchi avversari prevenendo le loro conclusioni. Questo significa assumersi maggiori rischi di errore ma
dimostra spiccata personalità, qualità che in un portiere deve abbondare. Per eseguire un uscita vengono richieste
tempestività, decisione, coraggio, sicurezza oltre a doti tecniche e percettive.
Fino alla categoria esordienti, è forse prematuro parlare di uscite alte, la mancanza di forza nei giocatori impedisce loro
di eseguire cross e lanci alti ed ai portieri di saltare per intercettarli.
Ritengo per questo, che fino ad allora l’attenzione deve essere rivolta allo sviluppo delle capacità coordinative che
interessano questo fondamentale tecnico.
In modo particolare in questa fase le capacità maggiormente coinvolte sono:

Capacità di ritmizzazione.
Permette di trovare i correti passi di spostamento per arrivare al giusto punto di intercettamento della palla.

Capacità di percezione spazio-temporale.
Permette di valutare le distanze, il tempo, il ritmo e le traiettorie di partenza e di arrivo della palla.

Capacità di accoppiamento e combinazione.
Permette di avere una buona coordinazione motoria necessaria ad intercettare correttamente la palla.

Successivamente per le uscite alte entreranno in gioco anche altre capacità coordinative, quali quella di differenziazionemuscolare, quella di adattamento e trasformazione e soprattutto la capacità di anticipazione motoria.
L’analizzatore ottico è quello più direttamente chiamato in causa ed è coadiuvato da quello cinestetico e vestibolare che
permettono al portiere di valutare la posizione del proprio corpo nello spazio, e i vari momenti della traiettoria:
partenza, parabola, velocità.

In particolare, il miglioramento della capacità di percezione spazio-temporale ha come obiettivo il permettere al portiere
di valutare prima possibile i dati della situazione allo scopo di elaborare una sempre più rapida risposta motoria.
Le cause degli errori di intercettazione della palla proveniente da traiettorie alte o rimbalzate, sono da ricercare in una
errata percezione e rielaborazione di tipo neuro-motoria (tempi o punti di caduta della palla). Questi errori sono molto
frequenti al di sotto dei 12 anni; a questa età normalmente il giovane incomincia ad avere una percezione dei propri
segmenti corporei e dovrebbe incominciare ad avere una maggiore conoscenza del proprio corpo. Nel giro di circa 2
anni dovrebbe comunque eliminare gli elementi di disturbo così da diminuire il numero degli errori commessi. Tuttavia,
qualche residuo errore potrebbe essere dovuto negli anni successivi alla variazione della struttura e della muscolatura
che potrebbero indurre a qualche incertezza di valutazione e comunque questo non deve avvenire oltre i 16 anni.
Per comprendere l’errore commesso dal portiere è necessario capire cosa non va nelle varie azioni del progetto motorio
attuato:

· Se pone il proprio corpo sempre nel modo corretto,
· Se anticipa la fase di avvicinamento alla palla,
· Se valuta correttamente ed in tempo utile la profondità e la velocità della palla
· Se sbaglia la valutazione solamente di qualche tipo di traiettoria o solamente quelle che provengono da una
determinata zona di campo.

Come già accennato, in una programmazione pluriennale, si deve incominciare con una serie di esercitazioni
propedeutiche ad istruire il nostro giovane portiere alla valutazione delle traiettorie alte abbinate alle altre capacità
coordinative. Si tenga presente che in tutte le altre situazioni la valutazione delle traiettorie risulta facilitata da fattori di
riferimento fissi, ad esempio su un tiro, il campo e le sue linee, mentre in questo caso la sfera risulta sospesa senza alcun
corpo fisso di riferimento che possa aiutare a leggerne la traiettoria. Solo l’esperienza e la continua esercitazione
abbinata ad una buona coordinazione di intervento permetterà al nostro allievo di eseguire interventi che lo faranno
sentire il dominatore dell’area di rigore.
Nella strutturazione delle esercitazioni si deve osservare il percorso dal semplice al complesso per poi arrivare allo
speciale (situazioni di giuoco), partendo con le seguenti progressioni:

· Esercitazioni a secco (senza palla)
· Esercitazioni con palla più piccola
· Esercitazioni con palla normale

Le esercitazioni con la palla vengono proposte con la seguente progressione:

· palla in mano al portiere
· palla autolanciata
· palla in mano all’allenatore

E successivamente per le uscite alte:

· Esercitazioni con avversari e compagni passivi
· Esercitazioni con avversari e compagni attivi
Prima di passare alle varie componenti del gesto tecnico ritengo utile analizzare le varie traiettorie della palla che il
portiere deve sapere valutare e che devono essere proposte nelle esercitazioni di approccio.



Quando prevale la componente verticale CAMPANILE
Quando prevale la componente orizzontale TESA
Quando le due componenti si equivalgono PARABOLICA
Quando la palla batte in terra e rimbalza alta RIMBALZATA


Inoltre le traiettorie tese o paraboliche possono essere
oltre che diritte, anche a rientrare o ad uscire rispetto
alla porta (vedi Fig.1).
A seconda del punto di intercetto e della provenienza
rispetto alla posizione di partenza del portiere le
traiettorie possono essere:

DA PALLA LATERALE (vedi Fig.2)

CORTA - Il piede di stacco e il busto sono frontali alla
palla.

CENTRALE - Lo stacco è con il piede parallelo alla
corsa e il busto rivolto verso la palla

RECUPERARE - Il piede è opposto alla direzione di
provenienza della palla mentre il busto è rivolto a
quest’ultima.

DA PALLA FRONTALE (vedi Fig.3)

CORTA CENTRALE - Il piede di stacco e il busto
sono frontali alla palla.

LATERALE – Il piede è obliquo rispetto alla
provenienza della palla mentre il busto è frontale

RECUPERARE – Il piede è opposto rispetto alla
provenienza della palla mentre il busto è rivolto a
quest’ultima

Dopo aver analizzato le varie traiettorie che la palla
può assumere passiamo ora ad analizzare le varie
componenti del gesto tecnico.





Per le motivazioni precedentemente esposte, ritengo
sia prematuro, in questa fase, insegnare al portiere le
posizioni da assumere in ragione dello stato e della
posizione della palla, dei compagni, degli avversari che
ritengo essere parte più strettamente legate
all’allenamento delle palle alte.
Ritengo però, sia doveroso sottolineare, come la
postura deve essere alta e pronta per permettere al
portiere di spostarsi rapidamente ad intercettare il
pallone. (Foto a pagina successiva).

In questa fase è inoltre importante insegnare al giovane portiere di non farsi attrarre nella
postura e nello sguardo solo dalla palla e di mantenere una posizione intermedia e un campo
visivo il più possibile ampio.
Il suo corpo, in occasioni di traiettorie laterali, non deve essere girato totalmente verso la palla,
ma mantenere un angolo di 15-20° rispetto alla linea di porta, allo scopo di vedere sia chi calcia
ma soprattutto lo sviluppo della situazione nelle altre zone del campo.
E’ importante curare questo particolare nella fase di partenza degli esercizi di approccio.





I tipi di spostamento che il portiere deve conoscere per giungere nel punto di stacco (vedi
Fig.4):

- Frontali in avanzamento o a
recuperare

- Diagonali a incontrare o a recuperare

- Laterale

A seconda della dis tanza dal punto di
stacco e della velocità della palla, gli
spostamenti possono essere eseguiti
sia in piede scaccia piede che in passo
incrociato.
I passi devono essere brevi e veloci,
così da permettere, in caso di
necessità, rapide variazioni al progetto
motorio, che risulterebbero invece più
difficili nel caso venissero utilizzati
passi troppo lunghi.
Gli spostamenti con il passo incrociato
hanno come caratteristica il primo
passo che deve essere eseguitocon la gamba
opposta al lato di spostamento (Foto a lato).
La tipologia di spostamenti più difficili da apprendere sono però quelli su palle a recuperare.
In questa fase il portiere deve essere abituato a non indietreggiare piatto, ma utilizzando sempre il
passo incrociato mantenendo sempre lo sguardo fisso nella direzione di provenienza della palla.
Questo permette al portiere di trovare il giusto tempo e la giusta coordinazione per intercettare la
palla.



1) Spostamenti con passi obbligati nei paletti avanti, laterali, diagonale,
indietro, incrociato, sia in piede scaccia piede sia con passo incrociato.
(Foto sopra)
2) Skips vari su paletti oppure over con direzione avanti, laterale,
diagonale, indietro, incrociato oppure combinate (2 avanti 1 indietro).
(Foto sotto)


3) Circuiti vari da eseguirsi con tutti i tipi di corsa e direzione composti
da slalom tra paletti e appoggi obbligati nei cerchi.
4) Esercitazioni di corsa frontale, laterale, incrociata, a recuperare che
prevedano il superamento di un ostacolo tipo over, sia in piede scaccia
piede che con passo incrociato.
5) Vari tipi di corsa nei cerchi.



Lo stacco su palla alta può essere effettuato da fermo o dopo una corsa di
caricamento.
Lo stacco da fermo viene di solito utilizzato quando il portiere
si trova già sulla traiettoria della palla e non è ostacolato da
avversari. (Foto sotto a sinistra)
In tutti gli altri casi è da preferire lo stacco a un piede sia da
fermo che dopo il passo di caricamento. (Foto sotto a destra)
Lo stacco deve sempre essere effettuato utilizzando gli
avampiedi.
Inoltre il portiere deve saper gestire gli scontri fisici che
possono avvenire nelle tre fasi dell’uscita, anche se è proprio
nella fase di stacco dove gli impatti con gli avversari e con i
compagni sono più frequenti.
Per avere una migliore resistenza al contatto è consigliabile eseguire lo stacco sulla corsa così da sfruttare al massimo la
forza d’inerzia della fase di volo per contrastare gli avversari, cosa che non avviene quando il portiere stacca da fermo e
nella quale potrebbe essere più facilmente disturbato nell’azione di spinta.




1) Eseguire dei salti in avanti, indietro, diagonale, laterale tra i cerchi o paletti posti a terra con piedi pari.
2) Esercitazioni di passo saltellato a singolo o doppio appoggio.
3) Abbinare agli spostamenti avanti, indietro, laterale, diagonale, saltelli finali o intermedi su over in tutte le direzioni e
con lo stacco sia a piedi pari che con uno solo.
4) Eseguire degli stacchi alternati a destra e a sinistra utilizzando come riferimento una riga del campo.



La coordinazione dei vari segmenti corporei è una delle doti indispensabili per eccellere nelle uscite alte e la capacità di
abbinarli permette di trovare i migliori tempi di stacco e di intercetto della palla.
L’abbinamento corretto della gamba di stacco e degli arti superiori è garanzia di interventi di successo oltre che fungere
da protezione negli scontri fisici con gli avversari.
Per migliorare questa qualità dopo gli iniziali esercizi coordinativi a secco (senza palla) visti precedentemente,
possiamo introdurre esercitazioni eseguite con l’utilizzo di palline da tennis, o con palloni di dimensioni ridotte (es.
N.3) allo scopo di non disturbare l’apprendimento della coordinazione motoria con un oggetto di dimensioni troppo
grosse da afferrare. Dopo la progressione eseguita con palla in mano al portiere e successivamente autolanciata, si passa
alla fase dove la palla è lanciata dall’allenatore.
In questo caso le traiettorie proposte possono essere sia frontali che laterali.
Come accennato, in questa fase, dobbiamo prestare attenzione alla coordinazione del ginocchio alzato in base alla zona
di provenienza della palla e in base all’avversario eventualmente da contrastare.
Nel caso di palla frontale in assenza di avversari si privilegi la gamba più forte.
Nel caso sopraggiungano avversari è consigliabile utilizzare per lo stacco la gamba opposta al lato di provenienza degli
stessi, così da avere il ginocchio a protezione del corpo tenendo inoltre esterni i giocatori accorrenti.
Nel caso di palla proveniente dalla zona laterale con una traiettoria corta o centrale, se la palla proviene da sinistra la
gamba di spinta e’ la sinistra e viene alzato il ginocchio destro, viceversa se la palla proviene da destra.
Questo permette di mantenere un equilibrio di volo maggiore, una efficace resistenza al contatto con l’avversario e una
buona coordinazione per l’impatto con la palla che deve sempre avvenire con il busto posto frontalmente rispetto al lato
di provenienza.
Quando si stacca su una palla laterale dopo che si è eseguita una corsa non frontale rispetto alla traiettoria di arrivo della
palla, bisogna prestare attenzione che il piede di spinta sia diritto rispetto alla corsa e non alla palla. Questo è uno degli
errori che vengono commessi più spesso e che incide notevolmente sull’efficacia e la coordinazione di stacco (vedi
Fig.5).


Nel caso la palla assuma un traiettoria a recuperare, se
il portiere è intenzionato a deviare il pallone, la gamba
di spinta sarà opposta al lato di provenienza della sfera,
mentre il braccio utilizzato per l’intervento sarà quello
omologo.
Se invece vuole intervenire in presa, per lo stacco si
utilizzerà la gamba omologa al lato di provenienza
della palla e quella opposta per l’equilibrio e la difesa
dagli avversari, con una torsione del busto, nella fase
di galleggiamento, verso la direzione di provenienza
della palla.
Su questo tipo di traiettoria è assolutamente da evitare
lo spostamento e lo stacco piatto, in quanto non riesce
a fornire sufficiente velocità di traslocazione ed una
efficace forza e coordinazione nella fase di spinta.
Nella fase di caricamento le braccia vanno tenute lungo
il corpo, nel momento della spinta salgono dritte verso il pallone contribuendo così ad aumentare la spinta e
coordinazione del gesto tecnico.



1) Esercitazioni di stacco e presa su palla o pallina inizialmente con palla in mano poi
autolanciata sia da fermo che in movimento sia con stacco a 1 che a 2 piedi.
2) Esercitazioni con pallina da tennis curando la coordinazione gamba braccio.
Inizialmente viene richiesto di alzare una gamba a piacere abbinata ad una presa a due
mani. Successivamente con presa a due mani e gamba da alzare precedentemente
stabilita dall’allenatore. (Foto sotto).
Si passa poi allo stacco coordinato e presa della pallina a 1 mano con combinazione
diritta o incrociata. (Presa mano destra con alzata della gamba destra, presa a mano
sinistra con alzata gamba sinistra, presa a mano destra con alzata gamba sinistra e
presa mano sinistra con alzata gamba destra). (Foto sotto).
Le seguenti esercitazioni vanno eseguite sia con
traiettoria frontale che laterale. Dapprima libere,
successivamente inserendo un ostacolino per lo
stacco.
3) Eseguire le esercitazioni viste per gli spostamenti
ed i salti con la progressione di palla vista
precedentemente.
4) Esercitazioni di presa della palla dopo, giri su se
stessi, capovolte, saltello su ostacolino, dopo essersi
seduto, sdraiato o rotolato ecc.







Allo scopo di evitare inutili scontri con i compagni ed ottenere così una protezione dagli stessi nei confronti degli
avversari si deve fin dalla giovane età abituare il portiere a “chiamare la palla” .
La chiamata deve essere effettuata prima possibile, l’ideale sarebbe quando il portiere decide di intervenire prima di
iniziare qualsiasi altro gesto comunichi le proprie intenzioni.
Il comando scelto (Es. MIA, LASCIA, ecc.) deve essere comunque breve, semplice ed inequivocabile, così da evitare
inutili scontri con i compagni ed ottenere dagli stessi sia protezione fisica, attraverso blocchi e coperture, sia protezione
della porta che in questa fase viene lasciata sguarnita.



L’intercettamento della palla può essere fatto in:
PRESA - Portando o meno durante in fase di atterraggio la palla al corpo
DEVIAZIONE o RESPINTA - Può essere eseguita con 1 o 2 pugni oppure a mano aperta.
Nel caso di intervento in presa le mani andranno poste come nella classica
presa a “pollici dentro” e successivamente se non si è disturbati la palla deve
essere portata al petto.
Se invece esiste una situazione di confusione è consigliabile tenere la palla
al di sopra della propria testa e di quella degli avversari. (Foto a lato)
L’intercettamento della palla deve essere sempre fatto tenendola davanti al
viso così da avere sempre lo sguardo sul pallone.
Come già accennato, le braccia devono salire parallele al corpo e non
dall’esterno dove potrebbero essere urtate da altri giocatori pregiudicando
così l’efficacia dell’intervento oltre a fornire una minore coordinazione e
spinta in fase di caricamento.
Se la palla avesse una traiettoria a campanile le mani vanno messe parallele
al terreno allo scopo di offrire la maggior superficie possibile per l’impatto
della palla.

Nel caso di respinta a 1 pugno, è utile abituare il portiere ad utilizzare il
braccio che non colpirà la palla come mirino così da avere più equilibrio e
una maggiore sicurezza di intervento. (Foto a lato)
Anche per le deviazioni con la mano o con il pugno la progressione didattica
è la stessa dei tuffi. Inizialmente con palla autolanciata e successivamente
lanciata dall’allenatore. Le posizioni di partenza saranno da decubito,
seduto, ginocchio, ½ ginocchio e in piedi.
La respinta a uno o 2 pugni deve essere effettuata colpendo la palla nella
emisfero inferiore così da dare alla sfera una traiettoria alta e con punto di
caduta lontano dalla porta, allo scopo di permette al portiere un veloce
riposizionamento tra i pali.
L’escursione del braccio che colpisce la palla non deve essere eccessiva, sono sufficienti pochi cm, di solito 20, per
effettuare un buon intervento, questo al fine di evitare sbilanciamenti creati con movimenti troppo ampi, che
rischierebbero di far perdere al portiere la coordinazione per l’intervento sulla palla.



Se viene effettuato un intervento in presa al momento dell’atterraggio il portiere deve chiudersi e togliersi al più presto
dal punto di discesa allo scopo di evitare contrasti con eventuali avversari accorrenti. Questo permette inoltre di essere
pronto a dare il via immediatamente all’azione di ripartenza.
Inoltre, sempre nel caso di intervento in presa, il portiere deve essere in grado di cadere a terra o tuffarsi senza perdere il
possesso della palla nel momento di impatto con il terreno. Ritengo perciò necessario aggiungere alle varie esercitazioni
anche la variante che preveda l’atterraggio con caduta.
Per evitare al massimo traumi alla schiena, l’allenatore deve prestare attenzione affinché l’atterraggio venga effettuato non
sui talloni, bensì sugli avanpiedi, che permettono di ammortizzare meglio il contatto con il terreno.
Anche ad un intervento eseguito in respinta o in deviazione può essere abbinato l’atterraggio o l’esecuzione in caduta. In
questo caso il portiere deve essere rapidissimo a rialzarsi e riprendere immediatamente la corretta posizione.



1) Lancio del pallone con una o due mani da parte del portiere e ripresa prima o dopo rimbalzo, oppure dopo aver eseguito
una giravolta, capriola, rotolata, essere passato sotto la palla o avere eseguito una scatto in vai e torna di pochi metri.
2) Il portiere lancia o calcia la palla verso l’alto e a seconda delle indicazioni, dovrà individuare i punti fondamentali della
traiettoria, partenza, fase ascendente, stallo, fase discendente, impatto al terreno. L’individuazione viene fatta con battiti di
mano, chiamate vocali o saltelli.
3) L’allenatore lancia il pallone in alto il portiere deve porre un cerchio a terra nel punto dove prevede cadrà la palla.
Proporre questo esercizio con tutte le traiettorie e le direzioni di provenienza viste precedentemente.
4) Esercitazioni con 2 o più palloni lanciati contemporaneamente per la valutazione della velocità e dei concetti di anticipo,
ritardo e simultaneità. Il portiere deve intervenire a seconda di quanto stabilito sul pallone più veloce o più lento, più alto e
più basso, oppure ancora su quello che tocca prima terra ecc.
5) L’allenatore lancia il pallone il portiere deve posizionarsi fermo in piedi nel punto di caduta della palla. Successivamente
la palla sarà intercettata in ginocchio, poi da seduto ed infine in tuffo. Proporre anche questo esercizio con tutte le traiettorie
e le direzioni di provenienza viste precedentemente. (Foto sotto)




6) L’allenatore lancia delle palline da tennis il portiere con un
cono in mano deve raccoglierle a seconda di quanto stabilito
precedentemente. Ad esempio, con i piedi a terra oppure sullo
stacco, con una o due mani. (Foto sopra)
7) Esercitazioni a coppie con spostamenti frontali, laterali e
diagonali. Inizialmente con un pallone a coppia successivamente
con due.
8) Dividere l’area in vari segmenti sia verticali che orizzontali o a
quadrati, tanti quanti sono i portieri a disposizione. L’allenatore
lancia il pallone o la pallina. Deve intervenire solo il portiere
assegnatario del segmento in cui la palla cadrà, mentre gli altri
dovranno rimanere immobili. Si possono variare le posizioni di
partenza da in piedi, ginocchio, seduto. (Vedi Fig.6, 7 e 8).



9) Simile al precedente viene divisa l’area in 4 settori e i portieri sono solo 2. Devono intervenire nel quadrato davanti o
dietro a quello di partenza. (Vedi Fig.9)



SI RINGRAZIA L’ U.P. S. GIUSEPPE CALCIO DI PIACENZA PER LA
CONCESSIONE DELLE STRUTTURE DOVE SONO STATE SCATTATE LE

FOTOGRAFIE, IL MISTER ROBERTO ZERMANI ED I PORTIERI ALEX
CORBELLINI E FEDERICO CAMPOMINOSI PROTAGONISTI DELLE
IMMAGINI.


BIBLIOGRAFIA

- Marella, Bezerra, Risaliti Presa altra frontale in giovani portieri - Notiziario tecnico F.I.G.C.
- Christian Ferrante Il Re dell’area – Rivista Nuovo calcio
- Alessandro Musicco I bambini e le traiettorie– Rivista Nuovo calcio