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Tecnica e tattica
Tecnica del tiro
 

Tratto dal sito calciatori.com

di Alessandro Giuliano

 


 


Il ruolo del calciatore è molto complesso. Quando siamo a casa comodi in poltrona e vediamo i nostri beniamini giocare ci esaltiamo per la spettacolarità dei loro colpi e sembra tutto più semplice. La realtà però è ben diversa; dietro ogni singolo gesto tecnico si racchiudono molteplici componenti.



Colpire la palla: La più importante componente è come colpire il pallone. Innanzitutto il piede d’appoggio deve essere in linea con il pallone e la distanza tra il piede portante e la sfera deve essere tra i 15 e i 25 centimetri. Nell’eseguire il gesto tecnico bisogna avere un perfetto equilibrio sulla gamba d’appoggio rispetto quella calciante che, dopo aver colpito il pallone, deve poter continuare liberamente la sua oscillazione dietro la sfera stessa. Molto utile nel momento in cui colpisco la palla è lo sguardo fisso su di essa in modo tale da imprimere la forza nel punto centrale. Inoltre il piede deve essere orientato verso il basso nella direzione voluta e tenuto rigido. La potenza del tiro dipende dalla velocità di movimento del piede: quindi più rapido sei e più forza dai alla palla.

Tiro in porta: nell’effettuare il tiro bisogna unire la precisione con la potenza. Maggiore è la distanza dalla porta e più potente dovrà essere il tiro. Un consiglio: al momento dell’impatto con la palla bisogna avere una visione periferica del gioco, ovvero fissare il pallone ma nello stesso tempo, con la coda dell’occhio, vedere il posizionamento del portiere e dei giocatori. Per fare un’efficace conclusione a rete è necessario:



1. Guardare la sfera con visuale periferica durante l’impatto;

2. Compiere un movimento rotatorio delle braccia e del bacino in modo tale da trovarsi in perfetto equilibrio;

3. Tenere le dita del piede contratte e la punta verso il basso;

4. Avere il ginocchio sopra la palla altrimenti si effettua un cross.



IL TIRO DI COLLO


Il tiro più potente che un giocatore può effettuare è quello di collo pieno. Questa tecnica generalmente viene utilizzata nelle lunghe distanze quando momentaneamente non si hanno avversari davanti. Generalmente la potenza del tiro va a discapito della precisione. Il rischio in cui si incorre maggiormente è quello di svirgolare la sfera o di colpirla troppo sotto con conseguente conclusione alta sopra la traversa. Per evitare questi errori occorre essere molto precisi al momento del contatto col pallone, quindi bisogna imprimere potenza colpendo la palla con il collo del piede nell’esatto centro (dove sono i legacci della scarpa). Il tiro di collo pieno può essere sia rasoterra che al volo. In quest’ultima ipotesi è richiesta la massima coordinazione.



Esercizi:



1. A coppie uno in fronte all’altro, distaccati da 5 metri, lavora quello senza palla. Bisogna colpire al volo la sfera lanciata con le mani dal compagno prima che tocchi terra. Molto importante è che l’impatto col pallone avvenga come elencato precedentemente.

2. Tre persone si dispongono a triangolo; occorrono due palloni e lavora solamente quello situato al vertice senza pallone. Prima da un lato e poi dall’altro vengono lanciati i palloni con le mani: il ricevente passerà la palla (sempre di collo pieno) prima col destro e poi col sinistro (figura a). Variante: trasmissione incrociata, viene utilizzato un solo pallone e, rispetto all’esercizio precedente, bisogna effettuare una torsione dell’anca (figura b)

 





Esercizio individuale con partenza 10 metri fuori dell’area di rigore. Si guida la palla fino al limite dell’area per poi, in palleggio, alzare la sfera e ricolpirla dopo un rimbalzo.
Variante: una volta alzata la palla in palleggio calciarla prima che tocchi terra.

Poste tre persone una accanto all’altra distanti 2/3 metri, con le esterne aventi un pallone a testa lavora quella di mezzo che di prima deve colpire la sfera di collo sia da un lato che dall’altro. Questo esercizio è molto importante per sincronizzare il gesto tecnico prima di destro e poi di sinistro.




IL TIRO DI INTERNO



Anche questo è un tiro molto potente e si differenzia da quello di collo nel momento in cui impatto con la sfera. La tecnica per il piede d’appoggio rimane sempre la stessa, l’unica differenza è in quello calciante che va a colpire la sfera con l’interno del piede imprimendole l’effetto. Per riuscire a calciare bene la palla bisogna trovare la giusta sincronia tra la forza e l’interno scarpa. Questo particolare tipo di tiro viene utilizzato frequentemente per aggirare la barriera, battere i calci d’angolo oppure per sorprendere il portiere sul palo più distante quando quest’ultimo va a coprire il lato corto dell’area.



Esercizi:



1. A coppie posta una rete da mini volley in un campo 25x25 metri, colpire la palla di interno piede in modo da sorvolare la rete per farla atterrare nel campo avversario. Quest’ultimo dopo uno stop riproporrà la stessa serie.

2. Posta una barriera mobile al limite dell’area, aggirare l’ostacolo da diverse zone limitrofe.

3. Dopo uno slalom tra i coni posti a 15 metri di distanza dall’area di rigore battere il portiere con l’interno piede sul primo palo. (figura c)

 


 
Esercizio svolto a coppie, con un pallone, distanziati 20 metri e posti in maniera obliqua. Il giocatore “A”, crossa per “B” e segue l’azione. “B” una volta ricevuto il pallone con le spalle alla porta, crossa di interno destro verso l’accorrente “A” che, dopo aver controllato il pallone, tirerà in porta di interno destro (figura d). Variante 1: il tiro finale può essere effettuato con la superficie anatomica della scarpa richiesta dal mister. Variante 2: “B” dopo aver passato il pallone va all’uno contro uno.
 


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IL TIRO DI ESTERNO


Tra tutti i tiri quello di esterno è il più complesso, poco preciso ma spettacolare. Viene utilizzato generalmente da coloro che utilizzano un solo piede per calciare, così anziché cambiare gamba e rischiare una figuraccia si usa il colpo di esterno. L’esecuzione del gesto tecnico è uguale ai precedenti, la divergenza è solamente nel momento in cui impatto col pallone. La superficie anatomica con cui si colpisce è la parte esterna del piede e più precisamente le ultime tre dita. Questo “colpo” viene anche utilizzato quando si è marcati a distanza (5 metri) e si vuole ingannare il difensore.



Esercizi:



A coppie, si dispongono due giocatori con un pallone uno accanto all’altro con l’obiettivo di trasmettersi la palla con l’esterno del piede attraverso una fila di coni. Arrivati al limite dell’area il giocatore di sinistra calcerà di esterno. (figura e) Variante: mutare la distanza tra i coni in modo da evitare che i giocatori prendano il ritmo.

 



2. Esercizio individuale: mettersi 5 metri prima dello spigolo dell’area di rigore con il corpo perpendicolare alla porta. Effettuare uno slalom di esterno destro e sinistro e successivamente tirare in porta (figura f). Variante: lo slalom tra i coni potrà essere effettuato con un solo piede.

 







IL TIRO DI PIATTO


Questa tipologia di tiro non è molto forte ma assai precisa. Viene utilizzata generalmente all’interno dell’area quando si vuole “piazzare” la palla alle spalle del portiere. Molti giocatori impiegano questa tecnica per calciare i rigori. La differenza sostanziale rispetto ai precedenti tiri è che nel momento in cui impattiamo, il ginocchio compie una mezza rotazione sull’esterno in modo tale da predisporre il piede per colpire la sfera nell’esatto centro della scarpa lateralmente. Questo tiro è il più semplice poiché la superficie anatomica che va a contatto è molto ampia. Per questo motivo ogni giocatore avrà poche probabilità di svirgolare una conclusione.



Esercizi:



1. Due giocatori, disposti appena all’interno dell’area e distanziati di 7 metri, si trasmettono la palla di prima con il piatto del piede. Al fischio dell’allenatore la sfera viene stoppata. Una terza persona, fuori dell’area di rigore, arriverà per concludere in porta di piatto (figura g).

 




Viene posizionato un cono alto, a 15 metri di distanza dalla linea di fondo. Bisogna colpirlo con il piatto del piede, sia destro che sinistro. Variante: porre lo stesso cono 10 metri fuori area, una volta colpito, ricalciare di piatto in porta.