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collaborazione con
allenatore.net
A differenza dei professionisti, dove il tempo a
disposizione per gli allenamenti e’ moltissimo, per i
dilettanti il tempo per stare sul campo è sempre poco, e
l’orario, solitamente serale, in cui normalmente gli
allenamenti vengono svolti non invoglia certo agli
straordinari. Anche se con le dovute proporzioni, gli
obiettivi degli allenamenti sono gli stessi, questo comporta
di dover cercare di concentrare nelle poche sedute a
disposizione tanti contenuti sia tecnici che atletici.
Anche per il portiere dilettante, ritengo, che per proporre
un allenamento redditizio dobbiamo iniziare ad analizzare
tutte le componenti tecniche, atletiche e psicologiche della
sua prestazione in “gara”.
Le componenti atletiche peculiari della prestazione del
portiere sono FORZA e VELOCITA’, che come noto sono
strettamente connesse tra loro. Queste possono essere
allenate a “secco” cioè senza palla oppure con il pallone
abbinando così esercitazioni tecniche.
E’ molto importante nell’organizzazione di un allenamento
per portieri il tempo di esecuzione di ogni singola
esercitazione ed il recupero concesso. Infatti il tempo
globale di intervento attivo di un portiere in una partita
viene ridotto a 4-5 minuti e il tempo di ogni singolo
intervento e’ di pochi secondi. Perciò le esercitazioni
proposte non dovranno superare come tempo di esecuzione i 10
secondi e comunque le 6-8 ripetizioni. Se si e’ vicino alla
gara e meglio scendere a 4-5 secondi come tempo di
esecuzione e al massimo a 2-3 ripetizioni.
Il sistema energetico maggiormente utilizzato da un portiere
durante la sua prestazione e’ ANAEROBICO - ALATTACIDO, il
quale permette tensioni muscolari massime per tempi
brevissimi (max 10-12 secondi) e prevede un tempo per il
recupero totale di circa 2-3 minuti.
Le fibre muscolari più utilizzate dal portiere sono quelle
veloci (bianche), che difficilmente possono essere
incrementate, se non con la trasformazione di quelle neutre,
ma e’ al contrario facile, proponendo allenamenti errati
trasformare queste fibre in lente (rosse) peggiorando così
la prestazione del portiere. E’ comunque possibile ottenere
sensibili miglioramenti sulla velocità migliorando le
coordinazione esecutiva dei gesti tecnici
Questo ci porta a dire che le esercitazioni proposte in un
allenamento per portieri devono essere brevi, eseguite con
la massima velocità ed intensità, prevedendo nel contempo
adeguati tempi di recupero, anche il recupero è allenamento
!!!! Il portiere non deve mai andare in “lattacido” se non
in qualche allenamento “organico”, che può essere proposto
di tanto in tanto, e che comunque non preveda esercitazioni
acrobatiche, così da evitare cadute incontrollate dovute
alla stanchezza, che potrebbero procurare inutili traumi.
Tutto questo ci fa capire quanto sia importante
differenziare la preparazione atletica e tecnica tra il
portiere e la squadra, a differenza di quello che invece
avveniva fino a qualche anno fa, dove il portiere era sempre
costretto ad eseguire lunghe ed inutili corse, al termine
delle quali veniva mandato in porta e “bombardato” con serie
infinite di tiri.
Una ulteriore importante componente nella prestazione di un
portiere e’ la situazione psicologica. Molto spesso la
concentrazione viene sviata, da vari motivi, personali,
lavorativi, famigliari ecc. In questo caso il preparatore
deve cercare di aiutare il proprio portiere a ritrovare la
giusta serenità e attenzione nello svolgimento degli
allenamenti, attraverso un dialogo continuo che sta alla
base di un buon rapporto tra portiere e preparatore.
PIANIFICAZIONE DEL LAVORO ANNUALE
La continuità e’ una delle doti più importanti per un
portiere, perciò per fare sostenere al nostro atleta una
annata sempre a buon livello si deve eseguire una
programmazione sia tecnica che atletica, che gli permetta di
mantenersi sempre in un buon stato di forma, programmando i
carichi di lavoro ogni volta proposti.
Per una buona pianificazione del lavoro ritengo importante
suddividere la stagione un quattro parti o macrocicli:
1)- Preparazione
2)- Girone di andata
3)- Pausa Natalizia
4)- Girone di ritorno
1) - PREPARAZIONE
Nelle categorie dilettantistiche la durata di questo periodo
e’ di circa 1 mese. Normalmente si incomincia nella prima
settimana, appena dopo ferragosto. Questa viene svolta con
allenamenti giornalieri e deve essere dedicata ad una messa
in moto generale. Solamente per questo periodo il portiere,
nello svolgimento del lavoro atletico, può essere aggregato
alla squadra che normalmente effettua lavori “aerobici”.
Solo verso la fine della settimana si incomincia ed eseguire
qualche lavoro di approccio alla forza. Come lavoro
specifico il portiere deve riprendere confidenza con
l’attrezzo e con il terreno, per questo ritengo utile
inserire lavori di destrezza con la palla sia con le mani
che con i piedi, che contengano anche della mobilità
articolare ed esercitazioni di adattamento a terra.
Con la seconda settimana si inizia ad introdurre
maggiormente un lavoro atletico basato sull’alternanza tra
le varie sedute delle componenti forza e velocità. Le
esercitazioni tecniche che nella prima settimana venivano
svolte blandamente incominciano ad essere proposte con ritmi
esecutivi più alti, e toccheranno tutti i fondamentali.
Dalla terza settimana si lavora molto più tecnicamente,
magari introducendo esercitazioni tecniche che contengano
una buona componente atletica, per poi passare all’ultima
settimana che precede l’inizio dei campionati con un lavoro
tecnico basato maggiormente sulla rapidità e sulla
reattività.
2) - GIRONE DI ANDATA
Gli allenamenti settimanali sono solitamente 2, anche se
l’ottimale sarebbe effettuarne 3, così da permettere una
maggiore razionalizzazione e completezza del lavoro
proposto.
Nel caso gli allenamenti fossero 3, il primo della settimana
potrebbe essere magari di gruppo per tutti i portieri della
società, e potrebbe essere basato prevalentemente sulla
componente atletica. Il secondo avrebbe una componente
maggiormente tecnica, mentre il terzo di rifinitura potrebbe
avere una composizione mista.
Se invece gli allenamenti sono 2 bisogna abbinare le
componenti tecniche e atletiche (forza) nel primo
allenamento settimanale, mentre il secondo sarebbe basato su
una componente atletica (velocità) e tecnica.
PRIMO ALLENAMENTO (DELLA SETTIMANA COMPOSTA DA 3 SEDUTE)
(Tempo di esecuzione circa 90-120 minuti)
Si inizia con commento della prestazione, analisi degli
errori e delle varie situazioni di gioco presentatesi nella
gara precedente.
L’allenamento comincia con una corsa lenta rigenerativa di
circa 10 min.
Lavoro atletico preferibilmente a “secco” con carichi
differenziati nel caso siano presenti anche portieri delle
giovanili, comunque non inferiori ai giovanissimi del 2°
anno.
Si utilizzano metodi a carico naturale o qualche macchina o
sovraccarico, che comunque deve essere preceduto da un buon
riscaldamento che preveda esercitazioni di mobilizzazione e
stretching.
Inizialmente si allena la “parte bassa” (gambe) e
successivamente quella “alta” (braccia, pettorali, dorsali
ecc.)
Tutti gli esercizi sono seguiti da esercizi di
trasformazione e risensibilizzazione sia per la tecnica di
piede che per quella specifica del portiere.
Si conclude la parte atletica con esercizi di scarico della
colonna vertebrale, esercizi per la muscolatura addominale e
dorsale.
Alla scopo di variare gli allenamenti possono essere
talvolta inseriti circuiti che prevedano l’alternanza nella
sollecitazione delle 3 parti del corpo dal allenare.
Per terminare l’allenamento se il numero dei portieri
presenti lo permette si disputa una partitella a porte
piccole ( es. 3 vs 3) che può anche essere anche a tema.
Così da terminare il lavoro di trasformazione e migliorare
la tecnica di piede.
Nelle settimane di scarico vengono inserite esercitazioni
tecniche per mani e piedi, dando comunque maggiore spazio
alla tecnica di controllo, guida, calcio e rilancio della
palla.
PRIMO ALLENAMENTO (DELLA SETTIMANA COMPOSTA DA 2 SEDUTE)
(Tempo di esecuzione circa 60 minuti + lavoro con la
squadra)
Si lavora sulla tecnica abbinata alla forza utilizzando
esercitazioni mirate agli obiettivi del mese che abbiano
però una alta componente atletica. I tempi di recupero sono
completi e le esercitazioni non superano il numero
consigliato. Dopo un riscaldamento che può prevedere anche
una corsa lenta di 5-10 minuti, esercizi di mobilizzazione e
stretching, un lavoro tecnico specifico (mani), si passa
alle esercitazioni tecniche specifiche agli obiettivi
prefissi, successivamente si ricostruiscono situazioni di
gioco dove il portiere deve applicare le tecniche esercitate
precedentemente. Al termine si aggrega alla squadra per
disputare la partita o per esercitazioni di cross e tiro.
SECONDO ALLENAMENTO (DELLA SETTIMANA COMPOSTA DA 3 SEDUTE)
(Tempo di esecuzione circa 60 minuti + lavoro con la
squadra)
Si lavora prevalentemente su una componente tecnica con
esercitazioni mirate agli obiettivi del mese. I tempi di
recupero sono completi e le esercitazioni non superano il
numero consigliato. Dopo un riscaldamento tecnico specifico
(mani), si passa ad esercitazioni tecniche specifiche agli
obiettivi prefissi, successivamente si ricostruiscono
situazioni di gioco dove il portiere deve applicare le
tecniche esercitate precedentemente. Al termine si aggrega
alla squadra per disputare la partita o per esercitazioni di
cross e tiro.
TERZO ALLENAMENTO (DELLA SETTIMANA COMPOSTA DA 3 SEDUTE) O
SECONDO ALLENAMENTO (DELLA SETTIMANA COMPOSTA DA 2 SEDUTE)
(Tempo di esecuzione circa 30-40 minuti + lavoro con la
squadra)
Lavoro tecnico di rifinitura basato prevalentemente sulla
velocità e sulla reattività.
Dopo un riscaldamento tecnico con i piedi, e con le mani si
fanno eseguire esercitazioni che prevedano pochi interventi
max 3 ma effettuati con la massima rapidità. Vengono
adottati esercizi di psicocinetica, velocità reazione,
differenziazione muscolare, capacità di abbinamento e
velocità di scelta. Al termine del lavoro si aggregano alla
squadra per un lavoro di situazione, tattica, tiri in porta
o partita. Al termine se e’ possibile ritorneranno con il
preparatore dei portieri per eseguire 15 min. di lavoro
sulle palle alte.
3) - PAUSA NATALIZIA
Nella settimana che precede il Natale viene effettuato un
lavoro di richiamo della forza con 3-4 sedute con carico
alto.
Nella settimana successiva che precede l’inizio del nuovo
anno si esegue un lavoro tecnico simile alla terza settimana
di preparazione. Mentre nella prima settimana del nuovo anno
il lavoro è simile alla quarta settimana di preparazione.
4) - GIRONE DI RITORNO
Il lavoro rispecchia quello svolto nel macrociclo del girone
di andata. Si svolgono sempre 2 o 3 allenamenti nei medesimi
giorni della settimana. L’organizzazione di massima e i
contenuti tecnici non subiscono variazioni.
I carichi di forza vanno sempre più a diminuire con
l’avvento dei mesi più caldi (da metà marzo in poi).
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