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Il pressing è la logica
conseguenza della fase difensiva che ha per
scopo l'immediata riconquista della palla e la
transizione in minor tempo possibile nella fase
offensiva (ripartenza). Il pressing quindi
consiste nella chiusura degli spazi circostanti
il portatore di palla avversario, creando così
le seguenti situazioni favorevoli:
- errore del portatore di palla
- isolamento dal gioco del
portatore di palla
- passaggio arretrato da parte
del portatore di palla
- passaggio alto (e quindi meno
controllabile e veloce) da parte del portatore
di palla
- condizione psicologica negativa
da parte della squadra avversaria
- se la pressione avviene nella
zona centrale l'avversario è costretto
generalmente a giocare la palla sulle fasce,
dove gli spazi vengono ulteriormente ristretti
(raggio d'azione sulla fascia: 180°)
- se la pressione è
"ultra-offensiva" l'avversario è costretto a
giocare la palla sul portiere; situazione questa
che provoca gli effetti tecnico-tattici
favorevoli alla propria squadra ed effetti
psicologici sfavorevoli alla squadra avversaria
L'efficacia del pressing dipende
però da due caratteristiche fondamentali:
1. SISTEMATICITA'
La pressione sul portatore di
palla deve essere un denominatore comune dell'
intera squadra, la quale deve pensare in maniera
comune in ogni momento della fase di possesso
avversario. Soltanto così la squadra risulta
essere "mentalmente" e concretamente corta. Il
pressing, più o meno aggressivo e alto, deve
scattare sempre e dovunque. Si svilupperà così
l'aspetto attivo del gioco e si modellerà una
vera mentalità vincente.
2. ORGANIZZAZIONE
Il presupposto fondamentale per
una sistematicità effettiva del pressing è
quindi l'organizzazione. Per ogni zona del
campo, i giocatori devono sapere chiaramente le
zone da attaccare e da presidiare. E' totalmente
inutile e dannoso (anche per dispendio
energetico) affidarsi a pressing sporadici e
isolati di un uomo o pochi uomini in una
determinata zona del campo, con la squadra
"sganciata" mentalmente e tatticamente.
Queste due componenti principali
devono essere allenate settimanalmente con
apposite esercitazioni e sedute.
LATO FORTE e LATO DEBOLE
Il concetto di lato forte e lato
debole codifica il principio che il pressing
deve raggiungere l'obiettivo della
superiorità numerica nelle zone più vicine alla
palla. Questo rusultato tattico, come già
detto, si ottiene mediante un movimento compatto
ed omogeneo dell'intera squadra. Il sistema di
gioco deve essere "eliocentrico", ed il sole è
la palla.

Nel lato forte: i giocatori vanno
in pressione in aggressiva, chiudono gli spazi
il più possibile, attuano raddoppi o
triplicazioni di marcatura
Nel lato debole: i giocatori
scalano negli spazi vuoti prima occupati,
chiudono gli spazi ma in funzione del
prevedibile sviluppo dell'azione, si posizionano
dunque nel modo migliore per partecipare
attivamente ad un eventuale ripartenza
LE TRE FASCE DEL PRESSING
Il pressing viene generalmente
distinto in 3 tipologie: p. difensivo, p.
offensivo o normale, p.
ultra-offensivo o offensivo. Prima di
entrare nel dettaglio di ognuno dei tre, ne do
una traslazione grafica sul campo:

Linea
rossa
: PRESSING OFFENSIVO
Linea tratteggiata: PRESSING
NORMALE
Linea
verde
: PRESSING DIFENSIVO
Il pressing offensivo
comporta i seguenti vantaggi:
- l'eventuale ripartenza avviene
in prossimità dell'area avversaria
- è generalmente di buona
riuscita poiché non sempre i valori tecnici dei
difensori sono altissimi
- fa acquisire la massima
mentalità aggressiva alla propria squadra
- impedisce alla squadra
avversaria di giocare a centrocampo, fonte
primaria del gioco offensivo
il pressing offensivo
comporta i seguenti svantaggi:
- molto rischioso e inutile se i
difensori avversari sono molto sicuri e abili
nel palleggio
- concede molti spazi vuoti
all'avversario se attuato con eccessivo margine
di errore
- comporta un notevole dispendio
energetico e nervoso poiché in caso di esito
negativo il recupero è molto lungo
- costringe il proprio portiere a
valutare anche pericolose uscite con i piedi
il pressing difensivo
comporta i seguenti vantaggi:
- a squadra schierata gli spazi
risultano ben chiusi
- concede poca profondità e pochi
spazi vuoti alla manovra offensiva avversaria
- minor dispendio energetico
poiché non effettuato a tutto campo
- utile quando i centrocampisti
avversari sono precisi e dinamici nel gioco
offensivo
il pressing difensivo
comporta i seguenti svantaggi:
- l'eventuale ripartenza risulta
essere troppo lunga, a scapito dei presupposti
di rapidità ed essenzialità nei passaggi
- concede tempo e spazio agli
avversari per attuare i propri movimenti
offensivi
- concede tempo e spazio
sufficienti alle giocate dei difensori e
centrocampisti avversari
- non conferisce la necessaria
mentalità "ottimisticamente orientata" alla
propria squadra
ESERCITAZIONI PER IL PRESSING
Nelle varie sedute tattiche è
necessario concentrarsi bene sull'aspetto del
pressing, poiché e strettamente collegato a
situazioni di fuorigioco e intensità di gioco.
Propongo di seguito soltanto alcune delle tante
esercitazioni possibili per insegnare,
sviluppare ed automatizzare l'azione del
pressing.
Esercitazione n.1

Si dispongono 3 linee fisse
composte ognuna di 2 giocatori. I giocatori C
e D hanno il compito di non far
verticalizzare il gioco sulla linea opposta (E
e F). C e D sviluppano
il concetto di temporeggiamento.
Esercitazione n.2

Si dispone un triangolo di 3
giocatori in "possesso-palla" (A, B
al vertice, C); Lo scopo di D,
F e G è di impedire la
verticalizzazione per G. D, E
e F allenano il raddoppio di marcatura
sulle fasce laterali.
Esercitazione n.3

Si dispone una linea in diagonale
di 3 giocatori in possesso-palla. Essi simulano
la più comune delle azioni per aggirare il
pressing. Scarico della palla all'indietro e
verticalizzazione, più o meno improvvisa,
sull'altra fascia per un giocatore che si
inserisce nello spazio vuoto (nel nostro caso
D). F e G hanno il compito di
avanzare la linea del pressing per ridurre la
portata spazio-temporale della soluzione
avversaria, mentre E asseconda la loro
pressione impedendo il cambio di gioco da B
a D oppure da A a D.
Esercitazione n.4

Si dispongono in una porzione di
campo due squadre di 6 (come nelle figura) o 7-8
giocatori, suddivise in due distinte linee di
gioco non interscambiabili. Le "prima linea" in
fase di non-possesso palla cerca di
riconquistare il pallone. Una volta riuscitoci,
deve subito ribaltare l'azione difensiva in
offensiva con l'intervento esclusivo dei
giocatori della "seconda linea". Possibili
varianti:
a) durante il ribaltamento
dell'azione nessuna delle due linee avversarie è
deputata alla riconquista della palla. Quindi ci
sarà un turno a ciascuno di possesso e
non-possesso;
b) durante il ribaltamento
dell'azione soltanto una delle due linee
avversarie è deputata alla riconquista della
palla;
La prima variante svolge un
lavoro di tipo schematico, più votata alla
ricerca degli automatismi mentali per la
ripartenza veloce che ha per obiettivo il gol.
La seconda variante è di tipo invece
situazionale, e rappresenta una "partitella" che
cura lo specifico obiettivo della ripartenza
veloce e dell'inserimento rapido nell'azione di
gioco. Come ho sempre pensato, è meglio
introdurre inizialmente un lavoro "schematico"
senza opposizione per curare meglio i
sincronismi spazio-temporali fra i giocatori
attivi nello schema proposto. |