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Con questo articolo vi
voglio presentare una
breve descrizione
dell'esperienza di base
sulla localizzazione
spaziale.
E' una tecnica molto
semplice ma geniale ,è
formata da una tavola
che vi descriverò più
ampiamente, al quale vi
permette di
vedere come il vostro
atleta si muovi nello
spazio che lo circonda.
La localizzazione
spaziale è un'
importante funzione
visiva. In termini
semplici rappresenta
l'abilità di un atleta
ad orientarsi in modo
preciso nel mondo
tridimensionale.
Numerose modalità
sensoriali
contribuiscono a
quest'abilità, questo
articolo sarà inerente
solo al ruolo della
visione.
Esistono due importanti
sistemi motori,il
sistema oculomotorio ed
il sistema motorio del
corpo.Il rendimento del
sistema motorio del
corpo è un espressione
di come il sistema
visivo ha adeguatamente
calibrato lo spazio.Vi
faccio alcuni esempi:
l'uscita a presa alta di
un portiere,un lancio
lungo per un attaccante
oppure trovarsi sempre
al posto giusto al
momento giusto (visione
di gioco senza palla).
Queste sono azioni dove
il sistema visivo
anticipa la distanza o
elabora l'azione di
gioco (manipolazione
mentale) che c'è dal suo
corpo alla palla e
queste informazioni
vengono inviate ai
muscoli del corpo, dove
viene calcolata la
direzione e la forza
necessaria,se notiamo
che l'atleta lancia la
palla corta, l'uscita o
la parata è in ritardo,
tenendo conto del
sistema muscolare
intatto,si può
considerare che il
sistema visivo ha
stimato in modo non
corretto la distanza o
l'impatto con il
pallone.
LA TECNICA DELLA
TAVOLA SPAZIALE
Si utilizza una tavola
di compensato di forma
rettangolare, più o meno
di 40x60 cm. Si ritaglia
un'ampia curva incava su
di un lato corto in modo
che possa essere
applicata al viso
dell'atleta sotto il suo
naso.Questo serve per
far si che gli occhi
osservino la tavola
nella parte sopra mentre
le mani rimangono sotto
e non vengono
viste.Sulla superfice
della tavola si hanno
dei fori dove vengono
messi dei target,
l'esaminato deve nella
parte sotto, con una
penna marcare dove si
trovino i target.In
questo modo non
riuscendosi a vedere le
mani non può prevenire
un qualsiasi movimento
compensatorio, cosi si
può avere una
valutazione visiva dello
spazio.
La procedura
è semplice si chiede
all' atleta di stare in
posizione eretta
confortevole,gli viene
data una penna colorata
da tenere con la mano
dominante.La tavola è
posizionata sotto il
naso del paziente
appoggiata alla faccia.
L' esaminatore mette un
target in un foro nella
parte più lontana uno a
destra , uno a sinistra
e uno vicino al viso
formando un rombo.Viene
chiesto al paziente di
determinare dove si
trovi il target in
relazione allo stesso,
si fa salire la penna
dal basso verso l' alto
toccando la tavola nella
parte inferiore dove si
trova presubilmente il
target sopra la tavola.I
segni che vengono
tracciati rappresentano
la sua conoscenza della
localizzazione spaziale
degli oggetti.
La relazione del
paziente
una persona può
deformare il suo spazio
visivo in vari modi,
usando la tecnica della
identificazione delle
distorsioni spaziali con
la tavola esse saranno
subito evidenti dall'
esaminatore.L' atleta
può contrarre lo
spazio,espanderlo
spostarlo a destra o
sinistra mostrare una
distorsione leggera o
estrema, oppure non
avere un modello
costante tale da essere
riproducibile tra una
misurazione e l'altra.
IL TRACCIATO NERO E'
MESSO DALL' ESAMINATORE
IN ROSSO QUELLO
RAPPRESENTATO DALL'
ATLETA
 
 

Maurizio Gambari
Ottico optometrista
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