|
La copertura è un lavoro tattico molto
importante. La copertura può esser portata
sull’avversario in possesso di palla o
sull’avversario senza palla. La copertura
può esser fatta sia da un difensore che deve
contemporaneamente marcare il proprio
avversario sia dal difensore che non è
impegnato in marcatura.
La copertura sul possessore di palla ha un
duplice scopo. Il difensore in copertura può
infatti sia conquistare un eventuale
passaggio in avanti dell’avversario, sia
intervenire nel caso in cui l'attaccante
superi il difensore in contrasto sulla
palla. Il giocatore che fa da copertura
“alla palla” deve posizionarsi all’interno
del cono che come già visto in precedenza ha
come vertice avanzato il giocatore in
possesso di palla e come vertici arretrati i
pali della porta (FIG.15)

spesso però è sufficiente assumere una
posizione tale da poter essere in grado di
chiudere sul possessore qualora questi
superi l’avversario diretto (FIG.16).

La distanza che separa il difensore in
copertura dal possessore di palla varia in
relazione alla lontananza che c’è fra
l’attaccante e la porta. Come già visto in
precedenza per la marcatura a “T”, è
opportuno, per il difensore in copertura,
poter riuscire a contrastare l’avversario
prima che costui entri in “zona pericolosa”,
ovvero in quella zona da dove sia possibile
far partire un tiro importante verso la
rete. In sostanza, più l’attaccante è vicino
alla porta e minore deve essere la distanza
che lo separa dal calciatore in copertura.
Quando il giocatore oltre a fare copertura
deve anche posizionarsi in modo tale da
marcare un avversario è fondamentale saper
assumere la giusta posizione.

Avendo il difensore un duplice scopo è
importante verificare se sia possibile
occupare una posizione che permetta al
difensore di chiudere sia sul possessore di
palla che sull’avversario diretto
nell’eventualità che a costui venga passata
la palla.
Se fosse impossibile, data la situazione di
campo, poter assumere una posizione che
permetta di assolvere entrambi le funzioni
occorre verificare se un compagno è pronto a
darci aiuto nella marcatura.

Spesso infatti un compagno di reparto pur
controllando in marcatura il proprio
avversario diretto assume una posizione tale
da poter chiudere eventualmente anche
sull’avversario del giocatore impegnato a
far la copertura. Per verificare in linea
teorica se esiste tale possibilità occorre
definire le linee di chiusura dei vari
difensori e verificare che queste si
intersechino al di fuori della zona
pericolosa (FIG.19).
Se non c’è alcun compagno al quale poter
“passare” la marcatura occorre attendere,
concentrarsi sulla marcatura e chiudere
sulla palla solo quando l’attaccante ha
superato il compagno a cui dovevamo
garantire la copertura (FIG.19).

Dopo aver analizzato la copertura operata
“sulla palla” andiamo ad evidenziare gli
aspetti tattici rilevanti nel caso di
copertura “all’avversario”.
Innanzitutto occorre togliere qualsiasi
dubbio sul significato di copertura
“all’avversario”.
Si vuole intendere con tali parole non il
marcamento di due giocatori su un avversario
senza palla ma il posizionamento
intelligente del giocatore impegnato in fase
di riconquista che, non avendo un avversario
posto in posizione pericolosa da
contrastare, va a coprire una certa zona di
campo (FIG.20 e 21).

La copertura di una porzione di campo da
parte del difensore genera un duplice
vantaggio: permette ai compagni di stringere
verso la palla riducendo spazi e tempi di
gioco a disposizione degli avversari e
contemporaneamente con tale occupazione
viene sottratta una zona di campo
all’attaccante per smarcarsi.
Proprio da questa seconda importante
funzione nasce il termine di copertura
“sull’avversario” che vuole far intendere la
sottrazione di spazi per smarcarsi a
disposizione dell’attaccante senza palla.

|