| |
|
Le soluzioni a disposizione del
tecnico e l’importanza di disporre
di un metodo per comunicare con la
squadra.
Sebbene,
nel momento in cui l’arbitro fischia
il calcio d’inizio, prestazione e
risultato della squadra dipendano
prevalentemente da quanto i
giocatori sapranno fare sul campo,
il compito dell’allenatore non deve
considerarsi esaurito al termine
della preparazione tattica e
strategica della gara.
Il tecnico, proprio in funzione
dell’atteggiamento tattico
preordinato, deve costantemente
monitorare l’efficacia delle proprie
scelte e la validità della
performance espressa dalla propria
squadra durante la gara.
La valutazione oltre che in ambito
tecnico-tattico sarà incentrata
sull’analisi della prestazione da un
punto di vista fisico e psicologico.
Pur non avendo l’ampiezza dei mezzi
a disposizione dell’allenatore di
basket (cambi illimitati, time out
ecc.) il tecnico ha comunque una
serie di possibilità a sua
disposizione che deve saper
utilizzare al meglio per
“indirizzare” la partita.
L’allenatore di calcio può
“correggere” atteggiamento ed
efficacia della prestazione dei suoi
ragazzi attraverso le seguenti
decisioni:
- suggerimenti individuali da dare
ai singoli giocatori;
- cambio di posizione tra due (o
più) giocatori all’interno del
sistema di gioco;
- cambio degli sviluppi offensivi
e/o difensivi preordinati, senza
modifica del sistema di gioco;
- cambio del sistema di gioco.
L’allenatore ha a disposizione 3
cambi per riuscire ad
intervenire in modo marcato sul
mutamento di modulo e/o sugli
sviluppi e può sfruttare
l’intervallo per aggiornare la
squadra sulle modifiche da
apportare.
Più difficile è riuscire a
comunicare alla squadra le direttive
a gara in corso. Soprattutto i
calciatori che occupano sul campo il
lato opposto a quello dove si trova
la panchina sono difficili da
raggiungere con messaggi e
suggerimenti vocali. Proprio per le
oggettive difficoltà che un
allenatore incontra nel comunicare
alla squadra le proprie decisioni di
carattere tattico e fondamentale
possedere un metodo.
Una buona tecnica, utilizzata anche
da allenatori di grido, consiste nel
disporre di un proprio portavoce sul
campo o di far arrivare ai singoli
giocatori il “messaggio” attraverso
piccoli biglietti cartacei.
In particolare è possibile, durante
i tempi morti derivanti da un calcio
piazzato favorevole o relativi ad un
infortunio, richiamare l’attenzione
del portavoce (giocatore che non è
direttamente implicato nello
sviluppo della situazione di palla
inattiva) per potergli dare le
informazioni tattiche da divulgare.
Una volta “inviato” il messaggio
risulta fondamentale avere la
certezza che il destinatario l’abbia
ricevuto attraverso un segno
d’intesa concordato.
Ancora oggi, malgrado i moltissimi
interessi che sono correlati al
ruolo dell’allenatore, si vedono
tecnici che in panchina si
sbracciano inutilmente senza che i
giocatori riescano a recepire ciò
che viene chiesto loro o all’opposto
c’è un’altra categoria di allenatori
che rimane immobile sulla panchina
per 90’ apparentemente incapace ed
impotente di fronte alla necessità
di comunicare alla squadra nuove
importanti direttive.
La valutazione del rendimento:
aspetti preliminari.
Nell’ottica di reagire
tempestivamente a quanto accade
tatticamente sul terreno di gioco il
tecnico deve disporre, oltre che di
un metodo per comunicare le proprie
decisioni alla squadra, di un
procedimento di analisi semplice,
chiaro ed efficiente.
Sono moltissimi gli aspetti ed i
dettagli che possono rendere più o
meno efficace il comportamento della
squadra sul campo ed è assolutamente
indispensabile che l’allenatore
sappia operare in modo selettivo
focalizzando la propria attenzione
prima sui particolari di maggiore
rilevanza e poi su tutti gli
ulteriori dati secondari.
In linea di massima è possibile
affermare che mentre la corretta
analisi dei fattori primari è utile
per operare le opportune correzioni
a gara in corso, una efficace
valutazione di tutti i dettagli
correlati è estremamente positiva
per poter programmare il lavoro
tattico che la squadra dovrà
sostenere settimanalmente.
La valutazione della fase di non
possesso.
Da un punto di vista metodologico
l’allenatore, che ha l’obiettivo di
ricavare informazioni utili sul
rendimento della propria squadra,
può trovare giovamento
dall’analizzare in modo dissociato
la fase difensiva rispetto a quella
offensiva.
Se ciò può indubbiamente portare dei
benefici in termini di chiarezza e
semplicità nel processo valutativo è
opportuno ricordare come in realtà
la fase offensiva e quella difensiva
siano strettamente correlate ed
influenti una nei riguardi
dell’altra.
Le domande principali che un
allenatore deve porsi quando valuta
la fase di non possesso della
propria squadra sono le seguenti:
1. La squadra riesce con buona
frequenza a concludere l’azione in
modo da risultare equilibrata una
volta chiamata a difendersi?
(questa prima domanda, che
analizza in realtà la fase di
possesso, serve al tecnico per
capire se l’efficacia della fase
difensiva sia negativamente
influenzata dalle lacune che la
squadra possiede in fase offensiva).
2. L’azione coordinata del blocco
composto da attaccanti e
centrocampisti riesce a mettere
pressione sulla squadra avversaria
in fase di impostazione?
- Le punte partecipano al
pressing offensivo o ultraoffensivo
sapendo scegliere i tempi e la
giusta intensità nell’uscita a
pressione?
- I centrocampisti sanno/riescono
ad accompagnare con efficacia i
movimenti degli attaccanti?
- Le punte sanno riciclarsi ed
assumere la posizione ottimale una
volta superati dalla linea della
palla?
3. L’azione del reparto di
centrocampo è efficace?
- I componenti del reparto di
centrocampo riescono a giocare senza
sofferenza a riguardi
dell’avversario diretto (analisi dei
duelli prevalenti)?
- I centrocampisti riescono a
chiudere (scalare) rapidamente
sull’avversario di riferimento
togliendogli spazio e tempo di
giocata?
- I centrocampisti riescono a
recuperare rapidamente una volta
superati dalla linea della palla?
4. L’azione coordinata del blocco
composto da centrocampisti e
difensori riesce ad impedire alla
squadra avversaria di guadagnare la
rifinitura?
- Il blocco riesce a creare
superiorità (densità) numerica in
zona palla?
- Il blocco riesce a gestire
efficacemente le situazioni di
parità numerica?
- Il blocco riesce a muoversi in
modo coordinato ottimizzando la
tempistica dei movimenti coordinati?
5. L’azione del reparto difensivo è
efficace?
- Il reparto riesce a leggere
efficacemente la situazione della
palla (in “volo”: in “possesso” ->
coperta/scoperta o aperta/chiusa) ed
a compiere gli opportuni movimenti
in verticale (elastico) allo scopo
di togliere profondità all’azione
avversaria?
- Il reparto riesce a leggere
efficacemente la situazione della
palla e ad attaccare il possessore
quando non è più possibile
“scappare” (il reparto sa difendere
la zona prospiciente l’area di
rigore)?
- Il reparto riesce a scalare con
la giusta tempistica?
- Il reparto riesce a reggere
collettivamente ed individualmente
ed a tamponare efficacemente le
rifiniture avversarie (tagli,
sponde, cross, combinazioni)?
6. Il portiere sa leggere la
situazione tattica e riesce a
difendere lo spazio oltre che la
porta quando è necessario?
7. Quali sono i giocatori
all’interno dei vari reparti che non
riescono a muoversi tatticamente in
modo opportuno ottimizzando tempi e
partecipazione alla fase di non
possesso
(è sufficiente un richiamo od
occorre prendere in considerazione
un riposizionamento all’interno del
campo o la sostituzione con un
giocatore a disposizione) ?
8. Quali sono i giocatori che hanno
difficoltà nell’uno contro uno non
riuscendo ad aggredire o
temporeggiare con efficacia a
seconda del contesto tattico
(è sufficiente un richiamo od
occorre prendere in considerazione
un riposizionamento all’interno del
campo o la sostituzione con un
giocatore a disposizione)?
9. La linea del pressing è efficace
(o potrebbe essere possibile alzarla
o abbassarla ottimizzando il
rendimento difensivo)?
10. La squadra riesce a difendersi
efficacemente aggredendo alto e
lasciando comunque campo alle spalle
del reparto difensivo
(o potrebbe essere auspicabile
cambiare atteggiamento)?
11. La squadra riesce a difendersi
efficacemente temporeggiando ed
accorciando dietro lasciando
l’iniziativa in mano agli avversari
(o potrebbe essere auspicabile
cambiare atteggiamento)?
12. Le scalate e la contrapposizione
al modulo avversario sono efficaci
(o è preferibile cambiare sistema di
gioco)?
La valutazione della fase di
possesso.
L’obiettivo della fase offensiva è
naturalmente il goal. In tale ottica
l’allenatore deve riuscire a
valutare l’operato della propria
squadra.
13. La squadra riesce a recuperare
palla in modo equilibrato, senza
essere costretta ad arretrare
eccessivamente e ad avvicinare
eccessivamente i reparti?
(come già visto in precedenza
questa prima domanda, che analizza
in realtà la fase difensiva, serve
al tecnico per capire se l’efficacia
della fase offensiva sia
negativamente influenzata da un
errato atteggiamento in fase di non
possesso).
14. La squadra riesce ad ottimizzare
la fase di transizione positiva e le
ripartenze?
- La squadra, una volta
recuperata la palla riesce
immediatamente a leggere il contesto
tattico in maniera uniforme per
muoversi e sviluppare il
contrattacco di ripartenza o
l’azione manovrata in modo
collettivo?
- La squadra riesce ad
accompagnare l’azione con più
elementi e ad essere efficace negli
attacchi a campo aperto?
15. La squadra riesce ad utilizzare
i flussi di gioco opportuni in fase
di costruzione?
- Il reparto difensivo riesce a
gestire la palla recuperata in modo
efficace optando per l’uscita di
costruzione idonea rendere
inefficace (o limitare) quello che è
il tipo di pressing avversario?
- Il blocco composto da difensori
e centrocampisti riesce a leggere la
situazione ed a gestire
efficacemente la palla nell’ottica
di sviluppare una fase di
impostazione volta all’aggiramento?
- Il blocco composto da
centrocampisti ed attaccanti riesce
a muoversi collettivamente e con i
giusti tempi nel momento in cui i
difensori sono costretti a
sviluppare la fase di impostazione
con il lancio?
- Nello sviluppo della propria
manovra offensiva la squadra riesce
in fase di impostazione a delineare
i flussi di gioco utili a mettere in
difficoltà la squadra rivale?
- I giocatori pessimistico
orientati riescono ad accompagnare
l’azione in modo da tenere i reparti
a giusta distanza?
16. La squadra riesce a sviluppare
una efficace fase di rifinitura?
- Il reparto di centrocampo
riesce a gestire la palla ed a
muovere i propri elementi in modo da
creare problemi di contrapposizione
tattica agli avversari?
- I giocatori del reparto
avanzato riescono a sostenere le
fasi di impostazione, pre-rifinitura
e rifinitura della propria squadra e
a muoversi in modo coordinato con i
compagni del reparto di centrocampo?
- La squadra riesce ad
ottimizzare le tecniche di
rifinitura in funzione di quello che
è lo scaglionamento avversario?
- I giocatori ottimistico
orientati riescono a leggere in modo
adeguato la situazione della palla
(aperta/chiusa – scoperta/coperta)
in modo da scegliere i giusti tempi
e direzioni di movimento?
- La manovra offensiva riesce a
sollecitare adeguatamente i
giocatori in grado di prevalere nel
duello individuale?
- Le tecniche di rifinitura
utilizzate risultano efficaci e
riescono ad esaltare le peculiarità
degli attaccanti?
17. Quali sono i giocatori
all’interno dei vari reparti che non
riescono a muoversi tatticamente in
modo opportuno ottimizzando tempi e
partecipazione alla fase di possesso
(è sufficiente un richiamo od
occorre prendere in considerazione
un riposizionamento all’interno del
campo o la sostituzione con un
giocatore a disposizione) ?
18. Quali sono i giocatori che hanno
difficoltà nell’uno contro uno non
riuscendo ad attaccare l’avversario
con e senza palla a seconda del
contesto tattico
(è sufficiente un richiamo od
occorre prendere in considerazione
un riposizionamento all’interno del
campo o la sostituzione con un
giocatore a disposizione)?
19. La linea di condotta della fase
offensiva sono efficaci
(o potrebbe essere opportuno
modificare qualcosa in fase di
costruzione/prerifinitura/rifinitura)?
20. Le scalate, gli accorgimenti e
la contrapposizione del modulo
avversario sono efficaci
(è auspicabile cambiare sistema di
gioco)?
Quelle proposte sono alcune tra le
principali domande che un allenatore
può farsi per cercare di valutare il
rendimento dei propri giocatori e
riguardano esclusivamente il
rendimento dei singoli e della
squadra in riferimento alle
situazioni tattiche di campo.
Una ulteriore ed approfondita
analisi andrà effettuata in merito a
tutte quelle situazioni derivanti da
rimesse in gioco e palla inattiva
vista l’altissima percentuale di
segnature che scaturisce
direttamente o indirettamente da
tali circostanze.
| |
|