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Tecnica e tattica
Difesa a zona: come evitare le situazioni a rischio.

Mosse ed aggiustamenti da attuare quando l’avversario cerca di superare la nostra
difesa a 4.

Tratto dal sito Calciatori.com

di Marco Ceccomori

 


Nel gioco a zona, indipendentemente dal tipo di modulo adottato, ogni giocatore è responsabile della zona di campo a lui
assegnata e degli avversari che si vengono a trovare in quella parte di campo.
Il calciatore in non possesso dovrà, inoltre, andare in pressione su un avversario con la palla che entra nella sua zona e
controllare le zone vicine.
Un allenatore, al fine di ottenere un'ottimale organizzazione della fase difensiva secondo i principi della zona, obiettivo
prioritario da perseguire per ottenere una squadra solida e vincente, dovrà mettere in evidenza subito quelli che sono i concetti
gerarchici di riferimento, e cioè: palla, compagni e avversari.
Il riferimento più importante a cui rapportarsi sarà dunque la posizione della palla, in secondo luogo i compagni ed infine gli
avversari.
Una squadra organizzata si muoverà, dunque, in maniera coordinata (con i tempi giusti) e compatta (restando stretta e corta) in
base al movimento della palla, in relazione alla posizione dei compagni e degli avversari, rispettando le distanze sia tra i reparti
che tra i giocatori del singolo reparto.
L'obiettivo prioritario da perseguire sarà la creazione di superiorità numerica nei pressi della palla, da ottenere attraverso
l'accorciamento della squadra vicino alla sfera, marcando strettamente gli avversari più vicini a questa su palla coperta (cioè
pressata) e controllando in anticipo quelli più lontani, lavorando sull'intercettamento delle traiettorie di passaggio.
Il gruppo dovrà essere allenato alla lettura univoca delle situazioni di gioco, perseguendo l'obiettivo di avere giocatori che
"pensino e agiscano collettivamente", raggiungendo un'abilità globale di non farsi trovare impreparati al variare del contesto di
gioco.

Come è ben noto a tutti, la scelta di adottare il marcamento a zona in fase difensiva, così come quello a uomo, comporta dei
vantaggi e degli svantaggi.

La capacità di ridurre al minimo i punti deboli di questo tipo di sistema di gioco, unito all'abilità di esaltarne le qualità,
rappresenterà l'aspetto determinante del lavoro del mister e della squadra.
Questo articolo, in linea con quanto appena detto sopra, vuol dare il proprio modesto contributo a questa problematica, trattando
le situazioni che maggiormente mettono in difficoltà una squadra schierata a zona in fase di non possesso palla, e le
contromosse più opportune da adottare, secondo il sottoscritto, per gestirle al meglio.

Più nello specifico, le situazioni più pericolose e critiche per il gioco a zona sono sostanzialmente queste:

· tagli in profondità degli attaccanti;
· uno due avversario al centro della difesa;
· giocatore che "galleggia" tra le due linee;
· marcamento in area su cross avversari;
· tagli degli esterni "sotto" la linea difensiva;
· movimento incontro alla palla della punta;
· transizione positiva più laboriosa in conseguenza della vicinanza dei giocatori in fase difensiva (squadra corta);
· inserimento in secondo tempo dei centrocampisti per eludere la tattica del fuorigioco;
· cambio di gioco.