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Tecnica e tattica
Le esercitazioni tecnico-tattiche ideate e programmate in base alle modifiche delle regole fondamentali del gioco del calcio                                                      
 

Tratto dal sito calciatori.com

 

di Marco Proto

A tutti i livelli costituisce un vantaggio (se non un compito fondamentale) per ciascun allenatore proporre- in determinati fasi del microciclo settimanale - dei particolari lavori con la palla che ,ancorchè asserviti alla sollecitazione di determinati aspetti tecnico-tattici, - risultino anche "divertenti" al gruppo.

Dunque è chiaro che la modificazione programmata e coordinata di alcune regole fondamentali del gioco del calcio ha una duplice finalità:
a) incidere su determinate variabili di una situazione tecnico-tattica
b) stimolare la partecipazione e la concentrazione del gruppo

Volendo fornire un quadro generale delle variabili costituenti una situazione tecnico-tattica, esse possono individuate in:
· Spazio di gioco (in generale; per determinati tipi di azioni offensive/difensive)
· Tempo di gioco (in generale; per determinati tipi di azioni offensive/difensive)
· Numero di componenti della propria squadra
· Numero di componenti della squadra avversaria
· Tecniche di gioco (in generale; per determinati tipi di azioni offensive/difensive)
· Utilizzo di materiali
Operando una o più modifiche ad una di queste "aree generali", si ottiene un lavoro situazionale che - proprio in relazione alla sua "diversità" rispetto alla forma regolare di partita - è preordinato alla valorizzazione di determinato obiettivi tecnico-tattici.

Dunque ciascun allenatore potrà incidere sullo spazio di gioco (es. comprimendo l'area di gioco; creando "zone franche" all'interno dell'area di gioco o parallele ai perimetri di questa); sui tempi di gioco (es. assegnando un limite minimo per il mantenimento del possesso palla o massimo per la conclusione a rete); sui numeri dei componenti di ciascuna squadra (stabilendo delle inferiorità numeriche; o anche assegnando a taluni giocatori la funzione di "jolly" - identificandoli quindi con casacche di un terzo colore); sulle tecniche e modalità di esecuzione del gioco (es. nella trasmissione della palla; nel segnare in una o più porte; nella ricerca obbligatoria di determinate tecniche di gioco; nella opposizione "semiattiva" o "passiva" dei difendenti;); sull'utilizzo dei materiali (es. in riferimento a quantità e/o qualità di palloni, zavorre, porticine più piccole e basse, etc…).
Seguendo un processo deduttivo , l'allenatore deciderà su quali "aree generali" andare ad incidere, quali evantualmente combinare, per ottenere una esercitazione tecnico-tattica tesa a sviluppare un certo tipo di lavoro (esecuzione, ragionamento, apprendimento, utilizzo in gara) da parte dei giocatori impegnati.

Vediamo qualche proposta esemplificativa.


Figura 1: In uno spazio di 20mt x 30mt si affrontano in un possesso palla 2 squadre di colore diverso composte da 7 giocatori. Ciascun giocatore ha a disposizione soltanto 2 tocchi.
 


 

Figura 2: In uno spazio di 20mt x 25mt si affrontano due squadre di colore diverso composte da 6 giocatori. Posizionato al centro - in una "zona esclusiva" - vi è un giocatore jolly che (a un tocco) può aiutare la squadra in possesso palla. Possibile variante: nella zona "esclusiva" si muovono 2 jolly che possono essere affrontati (in maniera attiva o semiattiva) da un difendente;i 2 jolly non possono passarsi la palla.

Fgura 3: In un quadrato di 30mt x 30mt si affrontano due squadre di colore diverso composte da 8 giocatori. Ai lati del quadrato, si muovono in orizzontale 4 giocatori "jolly" che - con max 1 tocco - possono aiutare la squadra in possesso palla. I 4 giocatori "jolly" non possono passarsi la palla.
Possibile variante: il "jolly" non può trasmettere la palla al giocatore dal quale ha ricevuto il passaggio.

 

 

Figura 4: In uno spazio di 30mt x 20mt si affrontano due squadre composte da 7 giocatori. Il loro obiettivo è di far superare alla palla una "linea di meta" con max 5 passaggi e far così pervenire la palla a due attaccanti che , affrontati da due difensori , devono entro 5" - 10"(da quando uno dei due tocca palla) segnare in una delle 3 porticine poste a 10mt dalla "linea di meta". Logicamente, ai fini dell'esercitazione, il passaggio-assist nella zona dei due attaccanti non dovrà essere un lancio lungo, mentre è possibile chiamare in causa gli attaccanti con un lancio lungo, a patto però che essi effettuino una sponda aerea o di piede (per poi semmai ricevere un passaggio-assist).
Quando la palla varca la "linea di meta" per giungere ai 2 attaccanti, essi saranno affrontati da due difensori, ma potranno essere coadiuvati dall'inserimento di un terzo compagno (configurando così un 3>2); è possibile anche consentire il passaggio-assist oltre la "linea di meta" anche in forma di passaggio nello spazio su inserimento (es. mediante taglio) del terzo giocatore, che andrà quindi ad effettuare il 3>2; in tal caso - il tempo entro cui segnare in una delle 3 porticine decorrerà dal contatto del terzo con la palla.
La segnatura nella porticina centrale vale 2 punti; la segnatura in una delle porticine laterali vale 1 punto.
 

 

Figura 5: In uno spazio di 30mt x 20mt si affrontano due squadre composte da 5 giocatori + 1 portiere. Per segnare un gol valido, la squadra deputata alla fase offensiva dovrà far passare la palla almeno in 2 (o 3) porticine. Variante: In un campo viene formato un determinato numero di porticine;la squadra che - in possesso palla - farà passare la palla (con passaggio tra due compagni) nella porticina, si vedrà assegnare un punto.

Figura 6: In un quadratro di 30mt x 30mt si affrontano due squadre composte da 7 giocatori; ad ognuna - inizialmente - si assegna un pallone; i componenti di entrambe le squadre dovranno - contemporaneamente - giocare sia per il mantenimento della propria palla, sia per la concquista di quella in possesso degli avversari. Quando una delle due squadre concquista anche l'altra palla, ottiene un punto; ne ottiene un altro qualora per un determinato intervallo di tempo (es. variabile dai 10" ai 20"; non vale l'intercettamento "sporco" della palla, ma per aversi "riconcquista" della stessa vi deve essere la condizione della sua trasmissione ad un proprio compagno). Varianti: limitare il numero dei tocchi; opposizione attiva o semiattiva.

 
Conclusioni parziali
Nella fig.1 viene illustrato l'archetipo dei lavori di situazione: possesso palla - in uno spazio ridotto - con limitazione dei contatti con la palla (a 1 o 2 tocchi). In questa esercitazione vi sono concentrati tutti i principi fondamentali di una corretta correlazione "smarcamento - trasmissione della palla".
Nella fig.2 si propone un lavoro il quale è il risultato dell'innesto - sulla classica esercitazione - di una variabile riguardante lo spazio di gioco: si assegna infatti una zona "esclusiva" ad un giocatore neutro (c.d. jolly) il quale - con 1 tocco - può aiutare la squadra in possesso palla (preferibilmente si affiderà questo compito ad un centrocampista centrale). Si valorizzano così - all'interno del lavoro di possesso palla - i concetti relativi all' AMPIEZZA (il giocatore neutro - non potendo essere marcato - potenzialmente avrà una visione più ampia della situazione di gioco), alla COMUNICAZIONE VISIVA e conseguente SMARCAMENTO leggermente anticipato (i componenti della squadra in possesso palla dovranno tener conto che il giocatore neutro dovrà "risolvere" la situazione con un solo tocco, e dunque sarà importante proporsi in relazione al suo orientamento ed alla sua effettiva informazione visiva).
Nella fig.3 i giocatori neutri sono posizionati - invece - ai lati dello spazio di gioco; si valorizza così la ricerca di particolari tecniche di gioco (sponda, triangolo, sovrapposizione, dai e vai); qualora sia vietato ai giocatori neutri passare la palla al giocatore dal quale l'hanno ricevuta, certamente entreranno in gioco anche gli aspetti esaminati relativamente all'esercitazione precedente.
Nella fig.4 si insiste - nel primo momento - sul principio della manovra tesa alla VERTICALIZZAZIONE; nella fase successiva si cerca di lavorare sulle tecniche di esecuzione di principi offensivi quali la PENETRAZIONE e l'IMPREVEDIBILITA', e di principi difensivi di base quali la MARCATURA, COPERTURA e TEMPOREGGIAMENTO.
Nella fig.5 si favorisce la ricerca di determinate CATENE DI GIOCO, orientando i movimenti coordinati dei giocatori deputati alla fase offensiva.
Nella fig.6 è illustrato un interessantissimo lavoro tecnico-tattico; difatti, ciascun componente di una delle due squadre dovrà "pensare collettivamente" - e soprattutto contemporaneamente e nello stesso spazio di gioco - sia alla concquista della palla che al mantenimento della stessa. Si sviluppa quindi - con molta intensità - la creazione di situazioni di TRANSIZIONE, di tipo sia negativo che positivo.
 
- Fine Parte I -
Marco Proto