Tecnica e tattica
Allenare il dribbling
Tipologie e didattica
del fondamentale tecnico che fa la differenza.
di Roberto Bonacini
Parliamo
in questo articolo di uno tra i gesti tecnici più
spettacolari ed entusiasmanti del gioco del calcio:
il dribbling.
Definiamo il dribbling come
quella abilità tattica individuale che si esegue con la
palla e prevede il superamento, con la palla,
dell’avversario. In altre parole la vittoria del duello
dell’uno contro uno, l’arma a disposizione della punta
per liberarsi dalla marcatura dell’avversario e cercare
la via della rete.
Il dribbling viene
utilizzato in generale da tutti i giocatori componenti
la squadra ed in particolare dai centrocampisti
offensivi e dagli attaccanti. La finalità è quella di
superare l’avversario, creare superiorità numerica,
scardinare le difese avversarie e superare le difese ad
uomo. Lo spazio di campo più utilizzato risulta essere
la metà campo avversaria e in particolar modo la ¾ di
campo offensiva nei pressi dell’area di rigore. In
questa zona il vantaggio che si ricava da un dribbling
riuscito è di gran lunga maggiore al rischio che si
corre qualora si dovesse invece perdere palla. Questo
non vuole comunque dire che nella propria metà campo il
dribbling vada assolutamente evitato; quando la
situazione lo richiede o quando si è sicuri di provarci
e di riuscirci, il dribbling efficace è sempre un mezzo
per creare scompiglio ed inferiorità numerica agli
avversari in qualunque zona del campo.
Esistono alcuni giocatori,
definiti talenti, che riescono ad esprimere tale gesto
con grandi qualità tecniche senza
particolari apprendimenti,
come esistono tuttavia calciatori “normali” che,
attraverso progressioni didattiche
appropriate, sviluppano
qualità stabili nel tempo che permettono di ottenere
buoni risultati nell’attuazione di questa “arte” di
saltare l’avversario. Nonostante possa essere un’
abilità attuabile da tutti, il dribbling è generalmente
considerato privilegio dei giocatori di bassa statura
che, avendo il baricentro del corpo relativamente basso,
sono agevolati nei movimenti rapidi e nell’equilibrio
del corpo in occasione di repentini spostamenti.
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Generalmente l’azione di
dribbling è associata ad una finta (ne è parte
integrante) che come movimento d’inganno ha lo
scopo di nascondere le
intenzioni del giocatore in possesso palla, sbilanciando
il marcatore/difensore costringendolo a
muoversi in una certa
direzione, per poi batterlo, andando con un movimento
intenzionale, nella direzione voluta.
Definiamo la finta come
quella abilità tattica individuale che si esegue con e
senza palla e non prevede il superamento,
con palla, dell’avversario.
La finta è quindi un tentativo intenzionale per trarre
in inganno il proprio avversario
attraverso movimenti del
tronco, delle gambe, del cenno della mano, di uno
sguardo, al fine di acquisire un vantaggio
temporale nel duello con
l’avversario. In ambito coordinativo la capacità di
anticipazione motoria ha un ruolo
fondamentale consentendo di
sviluppare e strutturare un pensiero a priori per poi
applicarlo (movimento d’inganno).
Possiamo considerare varie
tipologie di finte:
· finte attive
: indurre nell’avversario anticipazioni errate e quindi
una reazione che gli impedisca di far fronte alla
successiva e reale azione offensiva dell’attaccante
(attaccante in ruolo attivo);
· finte passive
: nascondere le proprie
intenzioni con pause intenzionali del movimento
lasciando l’avversario
nell’indecisione sul come
sarà il seguito dell’azione (l’attaccante lascia il
ruolo attivo al difensore per poi reagire
successivamente);
· finte in attacco:
finte atte a far credere all’avversario che abbia inizio
un’azione pericolosa ben precisa;
· finte in difesa:
finte per far pensare ad errori potenzialmente
sfruttabili dall’avversario;
· finte che modificano il
tempo: dribbling,
cambi di direzione;
· finte che modificano lo
spazio: cambi di
ritmo, cambi di velocità.

Analizzato il gesto tecnico
della finta, possiamo ora distinguere due principali
modalità di attuazione del dribbling:
· dribbling di forza,
con cambio di direzione e di velocità (la finta può
anche non essere effettuata);
· dribbling di abilità,
con finta e dribbling attraverso un movimento di inganno
e un mo vimento intenzionale.
Il movimento di inganno
consiste in una finta di calcio, in una finta di
spostamento del corpo o della palla o di entrambi,
in una finta di passaggio
con orientamento del corpo in una direzione e successivo
cambio di fronte.
Nel dribbling di forza al
calciatore è richiesto il cosiddetto cambio passo da
attuare nei confronti di un avversario più
lento o nei confronti di un
giocatore che si trova in posizione sfavorevole (errore
nel determinare il tempo di intervento
o errore posturale).
Nel dribbling di abilità al
calciatore è richiesta destrezza e sensibilità nel
contatto palla. Attraverso queste due qualità si
cerca di sbilanciare
l’avversario con un movimento di inganno per poi
inserire il movimento intenzionale (il dribbling vero e
proprio).
Alcuni esempi:
· Se l’attaccante punta
l’uomo si trova ad affrontare un difensore che lo
ostacola o da fermo oppure lo chiude
lasciandogli solo spazio a
destra o sinistra. In tal caso l’attaccante deve essere
molto abile nel nascondere le proprie
intenzioni per prendere poi
l’iniziativa e utilizzare il dribbling di abilità.
· Se l’attaccante punta lo
spazio alla destra o alla sinistra dell’avversario
obbliga quest’ultimo a prendere l’iniziativa: se il
difensore rimane fermo l’attaccante può batterlo nello
stesso spazio con un cambio di velocità; se il difensore
si muove tempestivamente per andarlo a chiudere,
l’attaccante può invece batterlo con un cambio di
direzione e velocità nello spazio opposto o, se il
difensore chiude in ritardo, nello stesso spazio.
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Molteplici sono le capacità
coordinative che intervengono e vengono utilizzate
durante un’azione di dribbling:
· capacità di
differenziazione:
da impiegare nella guida della palla gradualizzando in
modo preciso la forza da
imprimere alla sfera;
· capacità di reazione:
reagendo nel modo più rapido possibile ad un segnale
quale può essere lo sbilanciamento
dell’avversario dopo una
finta (anticipare il suo intervento);
· capacità di equilibrio:
cercando di mantenere il corpo in condizioni ottimali di
appoggio al terreno con movimenti dei piedi e del corpo,
al fine di mantenere, ripristinare e far perdere
l’equilibrio
· capacità di
combinazione e accoppiamento:
sapendo coordinare più gesti nella stessa azione come ad
esempio la
finta e la guida della palla
o la finta e il tiro in porta ecc…
· capacità di adattamento
e trasformazione:
rispondendo in modo istantaneo e attraverso un’ azione
intenzionale ad eventuali variazioni di programma
(effettuare una controfinta dopo che il difensore non ha
reagito con uno sbilanciamento ad una prima azione di
inganno); quindi capacità di leggere-anticipare le mosse
dell’avversario ed in relazione alla reazione
dell’avversario adattare e trasformare i movimenti
propri proponendo opportune contromosse;
· capacità
spazio-temporale:
per scegliere distanze e tempi necessari per rendere
efficaci i movimenti d’inganno e intenzionali; quindi
percezione del momento giusto per saltare l’uomo
considerando anche eventuali errori tattici del
difensore che entra in contrasto sulla palla quando
questa è controllata perfettamente dall’attaccante e
scelta della distanza giusta del portatore palla
rispetto all’avversario evitando sia una distanza
eccessiva (si lascia al difensore la possibilità di
recuperare il momentaneo sbilanciamento creato con una
finta precedente) sia evitando una distanza esigua (si
creano i presupposti affinché il difensore possa
intercettare palla ancor prima di iniziare l’azione di
dribbling)
· capacità di fantasia
motoria.
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Determinanti nel dribbling
sono anche le capacità condizionali di forza e velocità.
Confidando sulla capacità di
accelerazione il giocatore
riesce a dribblare l’avversario anche senza l’ausilio di
finte e questo attraverso un cambio
passo (cambio di direzione e
di velocità) inserito al momento giusto (timing).
Importante è anche la velocità di
decisione che aiuta il
giocatore ad agire velocemente da un punto di vista
psico-motorio facendogli decidere e capire
quale dribbling è più
opportuno effettuandolo poi il più rapidamente possibile
(capacità di reazione/accelerazione).
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La personalità
dell’individuo è un fattore importante e le qualità
psicologiche ricoprono un ruolo fondamentale:
· il calciatore deve essere
“intelligente” per capire quando e dove effettuare il
dribbling (per esempio, durante
un’azione di pressing
ultraoffensivo avversario, a ridosso di una zona
pericolosa, il giocatore intelligente deve rendersi
conto che risulta estramemente pericoloso avventurarsi
in un dribbling e che quindi risulta più opportuno
optare per un lancio a scavalcare la zona pressing
avversaria);
· deve possedere equilibrio
emotivo e fiducia in se stesso per essere conscio delle
proprie possibilità;
· deve possedere capacità
d’iniziativa e capacità di assumersi dei rischi (quindi
responsabilizzarsi sapendo a cosa si
espone con un’azione di
dribbling);
· non deve sopravvalutarsi:
“chi troppo vuole nulla stringe”;
· deve capire quando si deve
e non si deve dribblare: giornata negativa per
l’attaccante, campo in non perfette
condizioni,
avversario/difensore di turno troppo forte.

Presupposto fondamentale dal
punto di vista della tecnica individuale è la guida
della palla. Il saper utilizzare questo gesto permette
infatti al calciatore di spostarsi nel campo di gioco
con la palla orientandosi nelle diverse direzioni (saper
correre attuando un buon cambio di direzione con la
palla al piede).
In sede di osservazione
dovremo pertanto analizzare se il nostro giocatore:
· sa cambiare direzione
utilizzando uno solo o entrambi i piedi;
· sa effettuare il cambio di
peso da un appoggio all’altro;
· sa cambiare direzione
utilizzando la visione periferica;
· sa cambiare direzione e
velocità inserendo gesti rapidi;
· sa accelerare/decelerare e
ripartire;
· sa fintare e cambiare
direzione scegliendo l’opportuna direzione di corsa;
· sa inserire il cambio di
direzione con tempismo e alla distanza giusta
dall’avversario;
· sa possedere e ritrovare
l’equilibrio nel cambio direzione.
Effettuate queste prime
valutazioni potremo in seguito proporre le giuste
esercitazioni miranti a migliorare e stabilizzare
movimenti e qualità già
presenti o colmare e correggere lacune ed errori
evidenziate dalle osservazioni precedentemente
effettuate.
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Si parte dall’educazione al
camminare-correre, schema motorio di base, attraverso
giochi aventi come obiettivo il
camminare e il correre
utilizzando cambi di direzione, cambi di velocità,
finte, arresti e partenze in funzione della conquista
dello spazio in avanti attraverso la sperimentazione in
forma giocosa e ludica dell’1>1. Inizialmente sarà utile
lavorare sul movimento della corsa e sui relativi
appoggi dei piedi sul terreno attraverso esercizi senza
palla.
Da un punto di vista
coordinativo il giocatore dovrà essere in grado di
modificare improvvisamente la direzione di corsa
iniziale utilizzando i seguenti accorgimenti:
· ultimo passo di corsa
leggermente accorciato nella direzione di provenienza;
· ultimo appoggio
responsabile della spinta (il destro per andare verso
sinistra e viceversa) con l’interno
dell’avampiede leggermente
rivolto verso la nuova direzione di corsa;
· busto leggermente rivolto
verso la nuova direzione di corsa con peso del corpo
spostato in avanti;
· passo lungo con il piede
libero in linea con la nuova direzione di corsa;
· cambio di velocità.
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Giocatori suddivisi in 4
gruppi e disposti sui due lati del rettangolo di gioco.
Il gruppo giallo inizia l’esercitazione
eseguendo l’andatura
richiesta dall’allenatore fino al termine dello spazio
di gioco. Successivamente parte il gruppo
rosso e così di seguito.
L’allenatore, posizionato in maniera ottimale in mo do
da poter fornire consigli e suggerimenti,
proporrà di volta in volta
le seguenti andature:
- in corsa lenta un appoggio
laterale a destra ogni due-tre passi
- in corsa lenta un appoggio
laterale a sinistra ogni due-tre passi
- in corsa lenta tre appoggi
(destro-sinistro-destro) ogni due-tre passi
- in corsa lenta tre appoggi
(sinistro-destro-sinistro) ogni due-tre passi
L’obiettivo
dell’esercitazione sarà quello di comprendere, acquisire
e migliorare il gesto tecnico affinando, durante gli
appoggi, la sensibilità
cinestesica e sviluppando la capacità di equilibrio.
Attaccanti contro difensori.
Si gioca a coppie preventivamente numerate. Quando
l’allenatore chiama un numero le
coppie di giocatori
corrispondenti (attaccante e difensore) avanzano allo
scopo di raggiungere il proprio obiettivo. Gli
obiettivi sono i seguenti:
- l’attaccante deve superare
la linea di meta avversaria senza farsi toccare dal
proprio difensore diretto che l’ostacola
- Il difensore deve toccare
l’attaccante con una mano per impedirgli di conquistare
la linea di meta
Con questo esercizio si
insegna agli allievi a sapere correre utilizzando i
cambi di direzione e i cambi di velocità
attuando finte e ripartenze
in funzione della conquista dello spazio in avanti.
Corse in diagonale e cambio
di direzione. Giocatori divisi in due gruppi (gialli e
rossi). Ad ogni gruppo viene chiesto di
eseguire delle corse in
diagonale e di cambiare direzione ogni 2-3 metri (si
chiede ai giocatori di cambiare direzione
ogni qualvolta incontrano un
cono centrale o laterale che funge da punto di
riferimento). Ogni allievo dovrebbe
accentuare il gesto; quando
corre verso sinistra dovrebbe (al cambio di direzione)
appoggiare energicamente a terra ilpiede sinistro e poi
spingere altrettanto energicamente con lo stesso piede
verso destra al fine di cambiare direzione.
Si passa poi ad una serie di
esercizi di tecnica di base relativi alla guida della
palla dove, attraverso la ripetizione
sis tematica degli stessi,
si cercano di creare gli automatismi necessari alla
buona riuscita del gesto tecnico. Gli
automatismi vengono
acquisiti non solo variando i mezzi e i contenuti
dell’allenamento ma anche mutando le modalità
esecutive in relazione ai
diversi parametri quali possono essere l’impegno di
forza (forte-debole, pesante-leggero), le
variazioni di velocità,
frequenza, ritmo (veloce-lento) ecc. Si lavora con la
palla in assenza di avversari attraverso
esercizi tecnici in regime
coordinativo con l’obiettivo di migliorare l’equilibrio,
la sensibilità cinestesica, la percezione
spazio-temporale. Quindi
esercizi individuali di guida della palla con cambi di
direzione.

Guida e cambio di direzione
nel traffico. All’interno di uno spazio di 15x10 mt
quattro giocatori in possesso palla,
guidano la stessa
liberamente e ogni volta che lo ritengono opportuno si
“puntano” per realizzare il cambio di direzione
preventivamente stabilito ed
evitare lo scontro con il compagno. In questo esercizio
dove si deve sapere guidare la palla
con cambi di direzione per
adattarsi alle condizioni mutevoli che si realizzano,
possiamo aumentare o diminuire il grado
di difficoltà aumentando o
diminuendo il numero dei giocatori (modificando la
densità del traffico).
Guida della palla in forma
libera. Obiettivo dell’esercizio risulta essere la
ricerca dell’equilibrio e della sensibilità
cinestesica. Ogni giocatore
alterna tratti di guida della palla all’esecuzione del
cambio di direzione e velocità che
consiste nel passare dalla
conduzione con l’esterno di un piede all’altro, dopo
aver fatto perno in appoggio, caricamento
e spinta sul piede che ha
toccato per ultimo la palla.
Slalom sul perimetro. I
giocatori, sfruttando la disposizione dei coni che
delimitano il perimetro degli spazi di gioco,
guidano la palla sfruttando
anche il percorso in diagonale e quindi realizzando
cambi di direzione di 45°, 90° e 180°.
L’obiettivo è quello di
sapere guidare la palla cambiando direzione con
angolature differenti.
Guida della palla in slalom.
Obiettivo dell’esercizio risulta essere la ricerca
dell’equilibrio, della sensibilità cinestesica e
la percezione dello spazio
(valutazione delle distanze). I giocatori effettuano un
percorso a slalom tra i coni in guida
della palla al quale
alternano, in corrispondenza dei paletti, un cambio di
direzione e velocità. Distanze tra i coni e
paletti inizialmente fisse,
poi variabili.
Slalom tra i coni. In questo
esercizio ogni giocatore guida la palla fra i coni e i
cinesini con l’obiettivo di sapere guidare
la sfera cambiando
direzione. Il tutto utilizzando la visione periferica,
adattando i movimenti agli spazi che cambiano e
svolgendo i movimenti in
regime di ritmizzazione. I coni e i cinesini vengono
disposti nei seguenti differenti modi:
tratto 1: porte strette;
tratto 2: porte larghe;
tratto 3: porte miste;
tratto 4: porte a zig-zag
stretto;
tratto 5: porte a zig-zag
largo;
tratto 6: porte a zig-zag
misto.
Si passa poi all’utilizzo di
situazioni di gioco semplice per migliorare la tattica
individuale attraverso lavori con la palla in presenza
di almeno un avversario e di uno o più compagni.
L’obiettivo sarà quello di guidare la palla, fintare e
dribblare per saltare l’avversario finalizzando le
proprie decisioni e incominciando ad operare delle
scelte.
La guida della palla non
sarà più fine a se stessa, ma motivata al raggiungimento
di uno scopo ben preciso (presa
d’informazione, elaborazione
dell’informazione, applicazione dell’informazione).
Gli obiettivi che si
ricercano sono:
· superare l’avversario per
conquistare spazio in avanti;
· superare l’avversario per
calciare in porta attraverso un tiro o attraverso un
altro dribbling sul portiere depositando
poi la palla in rete;
· superare l’avversario con
l’obiettivo successivo di calciare la palla verso un
campagno (trasmissione-passaggio);
· superare l’avversario in
fascia per poi andare al cross o al traversone dalla ¾;
Il tutto in situazioni di
gioco semplice: 1>il portiere, 1>1, 1>1 più il portiere;
con avversari posti: di fronte, di lato, dietro, nello
spazio; con diverse variabili: gli spazi (superamento
della linea, spazio ampio, spazio stretto), il numero di
giocatori presenti, la distanza fra attaccanti e
difensori, il tempo richiesto durante il gioco, con
combinazioni e accoppiamento di gesti tecnici.

L’obiettivo di questo
esercizio è quello di saper superare il difensore
frontalmente per conquistare spazio in avanti. Il
giocatore giallo (attaccante) parte guidando la palla
per superare l’avversario rosso (difensore). Il
difensore può spostarsi a destra e sinistra per chiudere
lo spazio. L’attaccante, se riesce nel dribbling,
conclude l’esercizio guidando la palla in meta.
L’obiettivo di questo
esercizio è quello si saper superare il difensore che
parte lateralmente, per poi andare al tiro in
porta. L’attaccante giallo
parte in guida della palla con l’obiettivo di superare
il difensore rosso (posto lateralmente ad
un cono) e successivamente
conclude a rete con un tiro. Il difensore rosso inizia
la difesa della sua linea nel momento in
cui l’attaccante giallo
muove palla.
L’obiettivo di questo
esercizio è quello di saper superare il difensore (che
parte in posizione arretrata) e
successivamente trasmettere
palla. Il giocatore giallo (attaccante) parte in guida
della palla per superare la linea dei coni
(linea tratteggiata blu) e
successivamente calciare di precisione all’interno di
una delle due mini porte poste ai lati. Il
difensore rosso parte da
dietro l’attaccante per rincorrerlo e contrastarlo.
L’obiettivo di questo
esercizio è quello di saper superare il difensore posto
frontalmente per la conquista dello spazio in
avanti. Il giocatore giallo
(attaccante) parte in guida della palla per superare il
difensore rosso posto frontalmente,
all’interno dello spazio
delimitato, con lo scopo di portare la palla in meta.
L’obiettivo di questo
esercizio è quello si saper superare il difensore posto
lateralmente per poi andare al tiro in porta.
L’attaccante giallo parte in
guida della palla con l’obiettivo di superare nello
spazio ampio il difensore rosso posto
lateralmente. L’obiettivo è
quello di realizzare una rete dopo avere saltato in
dribbling l’avversario.
L’obiettivo di questo
esercizio è quello di saper superare il difensore posto
frontalmente per conquistare spazio in
avanti. Il giocatore giallo
(attaccante) parte in guida della palla per superare il
difensore rosso all’interno del quadrato
delimitato dai quattro coni
(quindi nello spazio stretto) con lo scopo di guidare la
palla in meta. Il difensore parte
frontalmente fuori dal
quadrato. L’attaccante dovrà superarlo uscendo dal lato
frontale.
L’obiettivo di questo
esercizio è quello di saper superare il difensore posto
lateralmente per poi trasmettere palla. Il
giocatore giallo
(attaccante) parte in guida della palla per superare il
difensore rosso all’interno del quadrato e
successivamente calciare di
precisione per colpire i tre coni posti in alto. Il
difensore parte lateralmente per contrastare
l’avversario.
L’obiettivo di questo
esercizio è quello si saper superare il difensore posto
dentro il quadrato per poi andare al tiro in
porta. L’attaccante giallo
parte in guida della palla con l’obiettivo di superare
nello spazio stretto il difensore rosso
posto all’interno del
quadrato. L’obiettivo dell’attaccante è quello di andare
al tiro in porta (uscendo dal quadrato sul
lato frontale) dopo aver
effettuato il dribbling.
1>1 superamento e tiro. I
giocatori rossi (attaccanti) si esercitano in una
situazione di 1>1 senza palla. Devono riuscire a
superare di corsa, senza
farsi toccare, il proprio difensore (giocatore blu)
posizionato all’interno del quadrato. Qualora
riescono a superare
l’avversario devono concludere l’esercizio calciando in
porta. Possiamo modificare durante
l’esercitazione il tipo di
marcatura che il difensore deve effettuare: difesa su
linea orizzontale, difesa all’interno del
quadrato, difesa anche
all’esterno del quadrato. L’obiettivo dell’attaccante è
quello di superare l’avversario per mezzo
di una corsa con finte,
cambi di direzione e velocità.
1>1 superamento e tiro
(variante). Esercizio simile al precedente. L’
attaccante rosso, in possesso palla, disposto su un
lato dello spazio, punta il
difensore blu che parte dal lato opposto. Se
l’attaccante supera in dribbling il difensore e
riesce successivamente a
segnare ogni giocatore mantiene il proprio ruolo.
Viceversa se il difensore conquista palla
inverte il ruolo con
l’attaccante. L’attaccante per riuscire nel suo
obiettivo dovrà inquadrare la situazione cercando di
cogliere i comportamenti del
difensore per poi superarlo possibilmente con un cambio
di direzione (puntare il difensore
in velocità o lentamente,
puntare l’uomo o lo spazio, prendere l’iniziativa o
aspettare la mossa dell’avversario, guardare
gli spazi alle spalle del
difensore o concentrarsi solamente sui suoi
spostamenti).
Si termina con le partite a
tema dove, lavorando in presenza di avversari e
compagni, l’obiettivo sarà la finta, il
dribbling e il tiro in
porta:
· situazioni di gioco
complesse;
· partite a tema (con
vincoli tecnici/tattici, modifica delle regole,
attrezzature variabili);
· partite di allenamento;
· partite ufficiali.

4>4 a uomo. Si gioca una
partita su un campo ridotto con 8 porticine disposte sui
lati (vedere disegno) allo scopo di
favorire il dribbling e il
tiro da varie zone del campo (il gol è valido solo dopo
un dribbling riuscito). L’incontro si
svolge con marcature fisse
ed ogni 5 minuti si cambiano i componenti delle coppie.
L’obiettivo è quello di scartare
l’avversario, quindi saper
dribblare per poi tirare in porta.
Vietato entrare – vietato
uscire. Cinque difensori (giocatori rossi) posizionati e
vincolati a muoversi in orizzontale sulle linee
perimetrali dell’area di porta, devono impedire agli
attaccanti (giocatori gialli) di entrarvi. Gli
attaccanti a loro volta dovranno entrare in corsa in
area di rigore senza farsi toccare e successivamente,
sempre con le stesse modalità, dovranno uscirne.
L’obiettivo che deve ricercare l’allenatore è quello di
allenare dei giocatori che sappiamo correre, accelerare,
frenare, ripartire, cambiare direzione e velocità in
funzione di uno scopo da raggiungere. In relazione alle
diverse esigenze l’esercizio può essere svolto anche
modificando il rapporto numerico fra attaccanti e
difensori.
Partitella ad una porta. Con
questo esercizio cerchiamo di applicare la finta e il
dribbling in un contesto di partita,
concludendo poi l’azione con
un tiro in porta. La squadra rossa deve difendersi
all’interno dell’area di rigore senza
potervi uscire. La squadra
gialla (attaccanti) deve mantenere il possesso palla
all’esterno dell’area aspettando il
momento e ricercando il
varco giusto per poterci entrare e andare alla
conclusione.
Nonostante l’aspetto
estremamente personale del dribbling, anche l’allenatore
deve cercare, con un’opportuna didattica,
di agevolare i propri
giocatori. Consigli e informazioni da dare ai propri
atleti possono per esempio essere:
· conoscenza del lato debole
dell’avversario;
· acquisire più velocità
possibile senza perdere il controllo palla nel puntare
il difensore;
· con difensore in
divaricata laterale costringerlo con delle finte a
mantenere un equilibrio precario per saltarlo poi
dalla parte dove è rimasto
sbilanciato;
· con difensore in posizione
antero posteriore saltarlo sul piede più avanzato nel
momento in cui questo piede viene
poggiato a terra per
cogliere l’avversario sbilanciato e in controtempo;
· estrema importanza
(durante la guida e il dribbling) alla copertura della
palla;
· evitare di farsi
decentrare verso zone esterne di campo lontane dalla
porta.
Solitamente trattando un
argomento, come può essere per questo articolo il
dribbling, al termine, per chi è desideroso di
approfondire, possono essere
consigliate alcune letture. In questo caso consiglierei
a tutti gli appassionati di calcio di
rivedere l’azione condotta
da Diego Armando Maradona durante la partita dei
mondiali del Messico 1986.Argentina –
Inghilterra. Dalla visione
di questo “funambolo” che con palla al piede percorre
tutto il campo dribblando mezza
squadra avversaria (portiere
compreso), oltre ad una valida verifica di quanto sopra
riportato, otterremo molto ma molto
di più: in primis
UNA GRANDE EMOZIONE.
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