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Tecnica e tattica
Affrontare con il 4-4-2 un avversario schierato con il
3-4-1-2
di Marco Ceccomori
Tratto dal sito
allenatore.net

I sistemi di gioco del 4-4-2 e del 3-4-1-2 sono forse i più
diffusi moduli tattici attualmente praticati sia ai massimi
livelli che da squadre dilettantistiche. Capita quindi
spesso, anche agli spettatori, di veder incontri dove si
affrontano due squadre che giocano secondo i moduli
sopra-evidenziati. Attraverso questo articolo cercheremo di
capire quali siano i punti di debolezza e le mosse tattiche
da attuare quando un team schierato con il 4-4-2 si
contrappone al 3-4-1-2 avversario.
Dovendo affrontare una squadra che si schiera con il
3-4-1-2, adottando la propria squadra un modulo 4-4-2,
diventa necessario attuare degli accorgimenti tattici al
fine di ottenere una buona organizzazione sia in fase
difensiva sia in quella offensiva. Ritengo infatti che il
3-4-1-2 sia il modulo di gioco che mette più in difficoltà
il 4-4-2. Questo perché la presenza del trequartista nella
squadra avversaria è di difficile gestione, visto che
ricopre una posizione solitamente tra le due linee (la linea
di difesa e quella di centrocampo) della nostra squadra, che
rende difficile il suo marcamento. Ad aumentare questo
problema che deriva da una situazione tattica di difficile
soluzione, c'è il fatto che il trequartista è quasi sempre
il giocatore di maggior classe, fantasia,tecnica, inventiva
e visione di gioco della squadra avversaria.Giocatore da cui
dipendono molto spesso le sorti della propria squadra e
quindi una suo accurato controllo diventa necessario per il
buon esito della partita. Bloccato il "numero 10" saremmo
già a buon punto. Da una prima osservazione dei due
schieramenti in campo si può vedere che ci sono due
situazioni tattiche delle quali diventa necessaria
un'analisi più approfondita. Queste due situazioni sono:
1) l'inferiorità numerica della nostra squadra nella zona
centrale del campo, dove i nostri due mediani devono
affrontare i due mediani e il trequartista avversario (2<3);
2) la superiorità numerica della nostra squadra in fascia,
dove i nostri esterni di difesa e centrocampo giocano in una
situazione di 2>1 nei confronti dell'esterno di centrocampo
avversario.

La buona prestazione della nostra squadra dipende in gran
parte dal saper "nascondere" la situazione di svantaggio in
mezzo al campo e dal saper ottimizzare la situazione di
vantaggio che la nostra squadra ha in fascia. In fase
difensiva l'allenatore dovrà essere bravo a dare i giusti
suggerimenti tattici per permettere alla propria squadra di
marcare il trequartista e non far pesare l'inferiorità
numerica di
2<3. La nostra squadra dovrà essere sempre compatta in
campo, restando sempre corta e stretta, per limitare lo
spazio tra le due linee e per cercare di avere in ogni zona
del campo la superiorità numerica. Ci sono diverse maniere
per affrontare il controllo del trequartista avversario. La
più usata è senz'altro quella di far scalare il mediano più
lontano dalla palla in marcatura sul fantasista. Questo
movimento difensivo richiede una grossa capacità di
interpretare le varie situazioni che si verificano in campo
da parte dei due mediani, che si devono “scambiare” il
trequartista in base al movimento della palla. La gestione
del fantasista non deve essere però lasciata solamente ai
due mediani, ma anzi in talune circostanze all’assolvimento
di questo compito devono partecipare anche i giocatori della
linea difensiva. Tale linea dovrà giocare molto stretta
(lasciando la copertura del lato debole agli esterni di
centrocampo che si devono dedicare alla marcatura quasi
personalizzata dell'esterno di centrocampo avversario), con
i due esterni che devono aiutare, facendo corrette diagonali
per aiutare i due centrali nella marcatura delle due punte
e, soprattutto se queste giocano vicine, per evitare
situazioni di 2 contro 2. Inoltre la linea di difesa dovrà
essere pronta ad uscire in pressione sul trequartista
nell'eventualità che questo si sia liberato dal controllo
dei due mediani. Di fronte ad un fantasista che si muove
molto, sia svariando sull'esterno sia inserendosi in
profondità, il mediano che lo sta marcando dovrà
accompagnarlo finché non venga preso in consegna da un suo
compagno. Ogni metro lasciato a questo tipo di giocatore può
essere fatale.
Un importante apporto deve essere dato anche dalle nostre
due punte, che devono accorciare in fase difensiva vicino al
centrocampo, per aiutare i due mediani nella gestione del
mediano avversario più lontano dalla palla, lasciato libero
dal movimento a scalare dei nostri due centrocampisti
centrali per marcare il trequartista. Inoltre le nostre
punte dovranno essere brave ad indirizzare l'azione
avversaria sull'esterno, dove sarà più facile per la nostra
squadra attuare il pressing, sfruttando la superiorità
numerica che abbiamo in fascia.
Un'altra maniera per affrontare la gestione del trequartista
avversario è quella di cambiare lo schieramento
del nostro centrocampo, mantenendo comunque il 4-4-2. Il
nostro centrocampista esterno di sinistra dovrà stringere
nella zona del mediano destro avversario, il nostro mediano
sinistro dovrà abbassarsi nella zona del trequartista
avversario. Questo cambiamento della disposizione del
centrocampo comporta un atteggiamento tattico diverso anche
del nostro esterno sinistro di difesa, che dovrà fare una
diagonale più lunga in quanto il nostro esterno sinistro di
centrocampo non farà più il quinto di difesa sul lato debole
come prima. Inoltre dovrà essere rapido ad uscire alto
(sulla linea dei centrocampisti) in pressione sul
centrocampista di destra avversario. Questa seconda
soluzione tattica, che comporta il cambiamento della
disposizione dei centrocampisti, è una soluzione che può
essere

definita "speculare", perché si adatta in un certo senso
alla disposizione tattica avversaria. L'allenatore ne può
far ricorso per diversi motivi:
1) l'allenatore riconosce in un certo senso la superiorità
avversaria e quindi adatta il proprio schieramento alla
squadra avversaria per personalizzare di più le marcature;
2) non si dispone di una squadra che ha una perfetta
organizzazione di gioco e di conseguenza non è in grado di
compiere in maniera corretta e con i tempi giusti le scalate
necessarie per controllare il 3-4-1-2 avversario
(soprattutto il marcamento del trequartista).
Il pregio maggiore di questa seconda soluzione tattica è il
fatto che è possibile attuare una marcatura personalizzata
sul fantasista avversario (si parla di marcatura a uomo
nella zona,termine mutuato dal basket, ed è utilizzato da
molte squadre di serie A). Si sacrifica un giocatore in
marcatura, ma si limita anche la fonte del gioco avversaria.
Questo tipo di schieramento è senza dubbio dettato
dall'obbiettivo di avere una maggiore sicurezza difensiva e
può dimostrare duttilità ed umiltà da parte dell'allenatore
che riconosce i limiti della propria squadra e la forza
degli avversari. In fase offensiva un 4-4-2 che affronta un
3-4-1-2 deve cercare di far "fruttare" la superiorità
numerica che ha in fascia. Diventa indispensabile quindi
avere due terzini che abbiano buona tecnica per impostare
l'azione e buona corsa per andare a sovrapporsi all'esterno
di centrocampo della propria fascia per creare problemi alla
squadra avversaria. E' probabile che i nostri due terzini
possono godere di una buona libertà, soprattutto se la
squadra avversaria ha due punte e il trequartista che non si
sacrificano molto in fase difensiva.Infatti molti allenatori
che adottano il 3-4-1-2 quando affrontano un 4-4-2 chiedono
alle proprie punte di allargarsi in fase difensiva per
controllare i due terzini avversari, con il trequartista che
si preoccupa dei due centrali di difesa. Se non arriva un
aiuto da parte dell'attacco, la squadra avversaria deve far
ricorso a delle scalate sull'esterno di non facile
attuazione e che se non fatte correttamente creano grossi
problemi alla compattezza della squadra. Tali scalate sui
terzini devono venire effettuate o dal mediano più vicino
alla palla con il trequartista che si allinea con il
centrocampo o dall'esterno di centrocampo con il difensore
esterno che scala sul centrocampista esterno avversario.
Questi sono movimenti difensivi che non sono di facile
attuazione e possono essere resi ancora più difficili da un
costante cambio di gioco e da un continuo e corretto
movimento senza palla in fase offensiva.
Marco Ceccomori
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